[vol. IV, pp. 22-24, n. 349]

J. M. J.

22 gennaio 1904

Carissimo Teologo,

L’ultima sua lettera ci portò la dolorosa notizia della morte di Suor Giordana. Il Signore ci prova con queste morti premature; sarà però tutto per il bene delle nostre missioni. Abbiamo bisogno di protettori in Paradiso, e il Signore si elegge le migliori; e ha compassione del nascente istituto, cui non osa per ora togliere alcun membro.

Ne recai la notizia al Padre, il quale, stupito della persona, mentre se lo sarebbe aspettato di altre, con tranquillità disse il fiat voluntas Dei. A quest’ora forse, io penso, vi sarà qualche altra spina; ma spero di non essere profeta; ad ogni modo non dobbiamo volere che ciò che vuole Iddio, che ogni cosa ordina al bene di questi popoli infedeli. Si procurerà di far profitto dell’esperienza per l’avvenire.

La sua lettera non essendoci pervenuta a tempo non potemmo interpretare il telegramma nel suo senso. Ad ogni modo la massima parte delle suore dell’ultima spedizione sono più giovani e con i caratteri di robustezza, per cui speriamo maggior buona volontà e durata. Le sue osservazioni le faremo osservare per le venture. Ciò che più mi preme al presente si è che il morale delle suore e più dei missionari non scemi, né alcuno si scoraggi per cotesti morti. Per noi e anche alla P. Casa ciò non successe; procuri che anche costì tutte stiano in animo con i principi che la fede c’insegna.

Ho ricevuto le tre lettere del P. Cagliero e il telegramma da Mombasa, e ringrazi i detti missionari, ai quali intendo per ora rispondere con questa lettera.

V. S. si sarà già messa al posto del superiore e l’avrà notificato a tutti. In caso diverso non ritardi, poiché, se mi consola il buon spirito di D. Gays, non credo bene di riformare l’ordine dato, specialmente dopo le notizie ricevute. Il Signore l’aiuterà a ben compiere il duplice ufficio di superiore e di procuratore, che provvidenzialmente sono nelle stesse mani.

Ho ricevuto i diari del T. Borda, D. Perlo, D. Cravero, Fratel Luigi e Fratel Benedetto; non altri. Procuri che tutti lo scrivano e quotidiano, e lo mandino a certe epoche. Nei medesimi raccomandi che non si perdano in lunghe considerazioni ma, sia personalmente come per il resto, si attengano a quanto dice il regolamento, aggiungendovi fatterelli veri e minuti se occorrono.

Anche per le messe abbiano i sacerdoti il loro registro, ed ogni tre mesi circa consegnino a lei il numero dei singoli mesi. Dica loro che il merito principalissimo è per il celebrante, l’applicazione servirà per le ingenti spese necessarie; tutt’al più ne ritengano per propria speciale intenzione una in media ogni mese, e meglio ancora se in minor numero.

Desidero che ognuno faccia gli Esercizi Sp.li ogni anno, anche da solo o con i compagni che ha seco. Quanto alle Suore, il loro Padre desidera che quando si potrà li facciano anche con qualche predicazione.

Essendo tre anni nel giorno di S. Francesco di Sales che S. E. il nostro Cardinale approvò l’istituto ad triennium, nuovamente l’approvò ad decennium. Questo essendo l’anno centenario della nostra Consolata esorto tutti a onorarla con più fervore per meritarsi le Sue grazie.

Ho dato per Santo protettore dell’anno S. Pietro Claver, patrono dato dalla S. Sede all’Africa; V. S. all’occasione ciò notifichi ai Missionari e alle Suore.

Faccia tanto animo alla Superiora e alle Suore tutte, assicurandole che preghiamo per loro e per le compagne defunte. La Consolata in quest’anno le aiuterà perché lavorando molti anni abbiano poi una più bella corona in Paradiso.

Tante e tante cose a tutti i miei cari missionari, per i quali soli ormai vivo su questa terra. La mia paterna benedizione mattino e sera su tutti e particolarmente su di Lei... aff. in N. S. G. C.