[vol. IV, pp. 108-109, n. 372]
J. M. J.
Torino, 6 maggio 1904
Carissimo Teologo,
Ringrazio il Signore dell’ottimo esito della vostra riunione a Moranga. Io spero molto bene dalle disposizioni fatte e dal modo con cui furono condotte le discussioni; e lodo la saviezza pratica delle conclusioni. Riserbandomi a una prossima lettera di esaminarle partitamente, non posso tacere l’opportunità del regolamento giornaliero e delle norme per il vitto. Approvo tutte le conclusioni senza eccezione, e desidero che si eseguano in ogni loro parte. È però necessario che V. S. invigili e faccia invigilare per la pronta, costante e cordiale esecuzione. L’uniformità di tutti a dispetto di qualche idea migliore in qualche caso pratico deve vincere; et quicumque hanc regulam secuti fuerint, pax super illos et misericordia, et super Israel Dei.
Giunsero le due suore in buona salute, e dicono ottimamente delle missioni, dei missionari e specialmente, salva humilitate, di V. S. carissima. Per ora non pensiamo a invio di suore. Probabilmente avremo in dicembre quattro sacerdoti e un fratello preparati; ma di ciò le parlerà il V. Rettore a suo tempo.
Il fratello di Andrea mi portò L. 100 in oro per il fratello; V. S. gliele consegni, prendendole dai comuni ed io li conto nel mio registro.
Seppi dalle suore che V. S. fece il viaggio da Tusu a Limuru in due giornate di cammino: per carità, non faccia tali sforzi per non rovinarsi la salute.
I missionari mi scrivono tutti buone notizie: Deo gratias.
Qui all’istituto ho licenziato i chierici Lovena, Varusio e Squarzino, non riconosciuti idonei all’istituto; invece verrà domani un diacono da Cuneo, certo D. Rolfo che fu convittore nel passato anno, e probabilmente un buon sacerdote, nativo di Brescia.
Spero di parlarle altra volta delle nostre solennissime feste, alle quali interverranno almeno cinque Cardinali, di cui uno mandato dal Papa. Certamente non ci manca lavoro per prepararci. V. S. ordini quel che le pare bene per la Novena e la Festa; riceverà le aggiunte del Breviario.
Tante cose a tutti in Domino, e con la benedizione della nostra Consolata, abbiano anche la paterna di chi gode sottoscriversi aff. in N. S. G. C.