[vol. IV, pp. 86-87, n. 363]

Torino, 8 aprile 1904

Carissimo Teologo,

Le preziose notizie sul loro ritiro mi consolarono molto, e mi furono il miglior augurio della passata mia festa. I cari missionari sono tutti di buon spirito, e non abbisognano che di saggia e precisa direzione per vivere da sacerdoti e apostoli. Anche certe miserie avvertite e corrette a tempo diminuiranno. V. S. operi tamquam potestatem habens, e l’ha veramente.

Il ch. Cattaneo da una lettera giuntami con l’ultima sua del 3 marzo non mi pare ancora a posto. Dimostra in essa uno spirito di riluttanza ad andare a Metumi, che dice meta indesiderata; vorrebbe stare a Wambogo per studiare...; per scusa di non aver scritto dice così: «mi faccia il piacere di farmi avere calamai, inchiostro e carta, e poscia io le scriverò sovente le mie notizie». Della lettera che io gli scrissi non fa parola; scrive solo queste parole: «come figlio sono obbligato a domandare un ampio perdono sia per non aver mai scritto finora, come per qualche volta mi sia lasciato sfuggire la pazienza, ed abbia lasciato andare qualche schiaffo a certi Kikuyu insolenti nei fatti». Ecco tutto e con quale tono!

Se dopo replicate prove e correzioni non piega a vera e cordiale ubbidienza, converrà rimpatriarlo. Mi rincresce di non avere telegrafato che accompagnasse le Suore che ritornano in Italia. V. S. esamini davanti a Dio la cosa, e quando abbia esaurito le vie della dolce e forte ammonizione trovi pure modo di rimpatriarlo, per esempio sotto pretesto di venir a compire soltanto gli studi.

S. Em. il nostro Cardinale ha scritto la magnifica pastorale, che le invio. In essa c’è un bel punto sull’istituto, superiore ai nostri meriti. Nella sua bontà ci dà una patente pubblica di stabilità e di operosità. Sarebbe bene che V. S. gli scrivesse una lettera di ringraziamento aggiungendovi le principali notizie delle missioni. Dietro mia domanda in gennaio, approvò l’istituto, che era solo ad triennium, ad decennium, e l’avrebbe approvato in perpetuo se io avessi voluto.

Sulle nostre venture feste saprà già qualche cosa dalla Pastorale; scriverò altre volte ciò che manca in essa.

Tante cose a tutti, come scrivessi a ciascuno in particolare, e anche alle Suore... Saluti a Lei dai superiori del Convitto...

Il Signore la conforti fra tante occupazioni, come io prego...

In Domino suo aff.mo