[vol. IV, p. 128, n. 375]
Torino, giugno 1904
Caro D. Borio,
Venne Squarzino e mi disse aver intenzione di deporre l’abito qui a Torino presso una sua zia. Lo esortai ad andare a casa, e poi farà come gli dirà il Parroco. Quando mandasse a ritirare la roba, la dia dietro un biglietto; e se viene lui non lo lasci vedere dai giovani.
Il Ch. Varusio mi scrisse una lettera di scusa e ringraziamento.
Oggi, fuori delle ore di scuola, mandi alla Consolata dall’economo i chierici Balbo e Perlo perché registrino vari oggetti arrivati dall’Africa, che spediremo all’istituto. Dica al latore del presente l’ora che verranno; anche subito se non c’è scuola.
Procuri che vi sia pace; e non curiamoci del passato; così le suore... In Domino aff.