[vol. IV, p. 218, n. 404]

W. G. M. G.

Torino, 4 agosto 1904

Carissimo Benedetto,

Dalle tue lettere rilevo che non perdi l’allegria anche a dispetto delle malattie. Bravo, continua in questo spirito e il Signore ti aiuterà! Lessi ai confratelli dell’Istituto la tua lettera, e ne risero di cuore: Benedetto è sempre Benedetto.

Io spero che sarai ora guarito, e procurerai di esserlo usando i rimedi necessari. Pensa che hai abbandonato i parenti, amici e patria per amor di Dio; che ti renderà il centuplo in questo mondo, e nella vita futura la gloria eterna. Questo pensiero spinse tanti a lasciare ogni cosa, e consacrarsi ad ogni sorta di sacrifici: il Paradiso è così bello, che non sarà mai abbastanza pagato.

Procura con il caro Agostino di aiutarvi a farvi santi sotto l’ubbidienza; ed eccovi felici anche con la privazione di tante cose.

Il Signore ti benedica, e la cara Consolata ti preservi dalle disgrazie. Nel Signore aff.