[vol. IV, p. 505, n. 462]

J. M. J.

Torino, 5 aprile 1906

Carissimo in N. S. G. C.,

Dopoché ho scritto alla S. V. carissima ho ricevuto due lettere, alle quali rispondo ora due parole. Ho letto la lettera ai fratelli e la trovai giusta, solo vi aggiunsi circa prima del mille. So ora dal fratello della cognata, sacerdote, che fu ben accetta la proposta a questa cognata ed ai fratelli, solo l’altra vi ripugna, sebbene lo farà pure; ma di ciò scriveranno loro.

Alla seconda lettera rispondo con farle coraggio; il fervore vero consiste nella volontà; V. S. rimetta sovente questa in atto e poi avanti con fiducia in Dio. Ringrazi il Signore di non avere più quelle tentazioni; ma se il demonio le rimandasse, non s’inquieti; nel cuore di Gesù si ha nulla a temere: tuta requies in visceribus Salvatoris (S. Agostino).

Continui a scrivere il diario minutamente. Coraggio in Domino, e con tutto l’affetto benedico, aff.