[vol. V, p. 151, n. 568]

J. M. J.

Torino, 7 dicembre 1908

Carissimo P. Balbo,

Dalle tue lettere appare che sei sempre contento e allegro; e così dev’essere per chi ebbe da Dio tante grazie. Continua, procurando di essere nelle mani dei superiori strumento del bene che il Signore solamente per tale mezzo vuole da te e da ogni religioso.

Sono contento che a ore perse ti occupi di botanica e simili, senza lasciare i tanti lavori spirituali e materiali che l’obbedienza desidera. Il buon D. Rosso ti parlerà dei libri che desideravi. Quello di Geologia non l’abbiamo potuto trovare, e quello tedesco costa lire cento e dieci. Lo esaminai nei tre volumi, e vidi essere poche le vignette; mi pare non utile come credi e non conforme la compra alla nostra povertà. Tu ti uniformerai a quanto io stimerò di decidere.

Mi rallegro con te dei sacrifici fatti per il lavoro notturno della sega, e come anche con qualche piccolo malanno vi attendi con spirito. Credilo, è maggior merito il lavoro materiale per ubbidienza che ogni lavoro spirituale per propria scelta; non posso quindi nascondere le mie predilezioni per i P. Cagliero, Bellani, Saroglia, Savio ecc. Se i medesimi e tu stesso non faceste tali lavori dovrebbero tutti lavorare materialmente. Ti esorto, quindi, a continuare con vero spirito ovunque l’ubbidienza ti voglia. Il Signore ti benedica, come io ne lo prego... aff.mo in G. M. G.