[vol. V, pp. 152-153, n. 569]

J. M. J.

Torino, 7 dicembre 1908

Carissimo P. Gamberutti,

Non è da dirsi quanto le tue lettere mi siano riuscite gradite, nelle quali mi parli apertamente quanto pensi. Non è il caso di ritornare su miserie passate, da queste bisogna ricavare motivi di umiliazione e di maggior coraggio a corrispondere alla santa vocazione. Il buon Dio per te operò veri miracoli; siigli riconoscente con animo di farti un vero S. Francesco Zaverio...

Continua ad essere nelle mani dei superiori uno strumento della volontà di Dio; e come ti vollero in cotesto luogo di fiducia non anelarne altro, eseguendo ogni cosa conforme alle direzioni, senza rispetti umani ecc.

Procura di ben africanizzarti per poter resistere poi a ogni varietà di clima, cibo ecc.

Il Signore ti benedica, come io di cuore t’imparto la paterna benedizione, e con i saluti di tutti ti lascio... aff.mo in G. C.