[vol. V, pp. 199-200, n. 586]

J. M. J.

Torino, 20 febbraio 1909

Carissimo in N. S. G. C.

In risposta alla cara tua lettera ti permetto di prolungare la tua dimora in patria sinché sia necessario per il disbrigo degli affari. Nel caso che qualcosa non si possa fare in questi giorni ritornerai a casa un’altra volta. E del chierico Sciolla? La sua salute? Siate riconoscenti alle dimostrazioni di bontà del Sig. Rettore, del Direttore e di tutti i Superiori.

Siate di edificazione al Seminario, e non forzate alcuna nuova vocazione anche per rispetto ai Superiori che già sono tanto a noi propensi...

Ringrazierai i miei antichi compagni: i Rev.mi D. Vachetta e D. Rovere e il degno Direttore, e raccomandami alle loro preghiere. Voi poi pregate la SS. Vergine di costì per le nostre Missioni e per me. In G. M. G. aff.mo

Coraggio e tante cose alla buona mamma ed alla famiglia.