[vol. V, p. 295, n. 619]

J. M. J.

Torino, 5 novembre 1909

Carissimo P. Rolfo,

La sua ultima lettera mi portò ottime notizie del suo stato d’animo e della sua salute. Ringraziamone il Signore, e godiamo della pace, preparandoci a sopportare qualche spina futura nella vita di questo povero mondo: ostendam illi quanta oportet pro nomine meo pati.

Vedo poi le sue buone disposizioni per l’avvenire. È pure mia opinione che V. S. deve legarsi perpetuamente all’istituto. Il Signore che le fece la grazia di fare il più con il distaccarsi dal mondo civile, l’aiuterà a proseguire usque ad mortem a sacrificarsi per la sant’opera di salvargli anime.

Coraggio dunque, e con il pieno mio consenso quando ritornerà Monsignore con il buon P. Bellani si offra perpetuamente al Signore. Quando fossero per terminare i cinque anni promessi, rinnovi gli stessi voti fino al giorno solenne delle promesse perpetue. Con il tempo verrà anch’Ella in patria, ma ciò poniamolo nelle mani di Dio.

La benedico di gran cuore... aff.mo in G. C.