[vol. V, pp. 402-403, n. 648]
Torino, 4 settembre 1910
Caro D. Costa,
Mi riuscì carissima la tua lettera dopo viva aspettazione. Mi piace ogni dettaglio scrittomi. Bene del pellegrinaggio al Santuario di Marsaglia. Sta’ attento che nelle passeggiate non facciano sforzi per non perdere la sanità acquistata, e particolarmente che non sudino e poi stiano fermi nelle correnti d’aria.
Domani, all’ora solita, farò spedire un po’ di frutta, di cui la Suora avrà bisogno. Scrivendomi mi dirai se dobbiamo spedire più o meno di verdura, e continuare ogni due giorni.
Probabilmente mercoledì mattina verranno i coadiutori e vi si fermeranno solo fino a venerdì sera. Non c’è Vittorio, che chiese di andare a casa per un po’ di mal d’orecchio, a cui sin da giovanetto era soggetto. Andandovi studierà meglio la vocazione, su cui esso e io abbiamo dubbi. Diglielo al fratello.
Tante cose a tutti e la paterna benedizione. aff.mo in G. C.
P. S.
Se puoi, in bel modo, impedisci che D. Borio legga ai giovani articoli di giornali.