[vol. V, pp. 404-405, n. 649]
Torino, 5 settembre 1910
Caro D. Costa,
Ho ricevuto ora dalla sig. Agnesina Perlo una nuova tua lettera; mentre stamane tu avrai ricevuto la mia, in cui ti dicevo che stasera avremmo mandato un po’ di uva. Per ora non manderemo più verdura sin dopo il ritorno dei coadiutori. Questi verranno su mercoledì mattina e ripartiranno venerdì sera. Così passeranno con voi la gran Festa.
Non ti ripeto ciò che ho scritto di Vittorio, il quale partendo disse all’economo che non ritornava più fin dopo fatto il militare. Dirai al fratello che stia buono e tranquillo, avendo io scritto dietro desiderio di Vittorio, al Priore di Bra, ne parleremo quando sarà a Torino.
Prendi il ch. Benedetto in privato e amorevolmente, senza parlargli dell’armonium, correggilo del suo modo di fare...; degli altri, fa’ quel che puoi, preghiamo...
Non ho difficoltà che si lavori per il pallone, ma bisogna sapere se per ciò non è necessario il permesso del Sindaco; informatevi bene...
D. Dolza domanda se avete ricevuto il cestino di sabato con i tre chili di destrina; così stasera avrete mandato a prendere l’uva.
Di’ alla Suora superiora che i Coadiutori venendo porteranno due conigli uccisi. Tante cose a tutti... aff.mo in G. C.