[vol. V, pp. 634-635, n. 695]

25 luglio 1911

Lettera di accompagnamento del “Libretto di Cerimonie”

Miei carissimi Missionari,

Vi presento alcuni appunti sulle S. Cerimonie, che raccomando alla vostra seria considerazione. Sono frutto di lunga esperienza, estratto dalle Rubriche, dalle decisioni della S. C. dei Riti e dai migliori autori.

Voi ben sapete l’importanza data dal Signore nell’Antica Legge alle S. Cerimonie, e quanto fossero raccomandate. Nel Deuteronomio al capo 8 si legge: Observa, et cave ne negligas mandata Domini et caeremonias, quae praecipio tibi. E nel capo 11 si prepone l’osservanza delle cerimonie agli stessi divini comandamenti: videte ut impleatis caeremonias atque judicia.

Nella Nuova Legge la S. Chiesa, da Dio ispirata, pose sempre massima cura nei S. Riti, e a questo fine stabilì una Congregazione per ogni decisione a tal riguardo. Meditate le parole del SS. Concilio di Trento alla Sessione XXII: «Quanta cura...».

Ancora un’osservazione. Tutti gli Ordini e Congregazioni religiose nei loro principi e nei tempi del loro fervore furono sempre osservanti delle S. Ceremonie, e la pratica delle medesime scemò con la decadenza di quelli, e forse scadettero appunto per avere negligentato le S. Cerimonie.

Dunque tutti, sacrificato il proprio giudizio, per comune uniformità eseguite e insegnate ai novelli cristiani le proposte cerimonie con precisione e spirito di fede interna ed esterna.

Così il Signore potrà dire di noi: sanctificabor in eis qui appropinquant mihi, et in conspectu omnis populi glorificabor.

Il Signore vi benedica, come io di tutto cuore Lo prego, aff.