[vol. V, pp. 613-614, n. 690]
S. Ignazio, 4 luglio 1911
Caro P. Costa,
Ho ricevuto stamane la tua carissima lettera, e te ne ringrazio per le buone notizie dettagliate che mi dai in essa.
Certamente il mio cuore è con voi, e la mente vorrebbe sempre correre al caro Istituto; ma ho da fare anch’io i S. Esercizi, ho da pensare all’anima mia; perciò faccio offerta di ogni pensiero a S. Ignazio, il quale supplirà abbondantemente con le sue grazie a quanto non voglio fare io. Sia un po’ di abbandono alla Provvidenza del Ven. Cottolengo.
Bene alla pia pratica del Venerdì e del Ritiro Mensile. Spero tanto spirito da questi esercizi ben fatti!
Bene degli esami. Se puoi va’ pure dai Fratelli per la distribuzione dei premi.
Sarei contento che dessi ai confessori qualche bibita con acqua fresca (non ghiaccio) o vino. Non introdurremo l’uso del caffè per tutti i venerdì dell’anno? Ciò non vorrei. Fa’ in via eccezionale e chiedendo ad ognuno volta per volta se abbisogna di bere per il caldo.
Mi rincresce del richiamo del Ch. Casa; sarà una prova su di una vocazione a me non ancora assolutamente certa.
Il R. P. Giaccardi, ringraziando dell’offerta fattagli, mi prega, se è possibile, di anticipare gli esami perché dovrà forse andare a Lourdes ai 3 di agosto. Procura di contentarlo.
Il ch. Marengo mi scrive, unendovi una lettera del T. Mascarelli, Dir. del Seminario, in cui, a nome del Cardinale, lo rifiuta dal Seminario. Gli risposi che ricordi i sentimenti che aveva nell’uscire dall’istituto e faccia ciò che vorrà aver fatto al punto di morte.
Oggi il caro economo sarà andato a Caramagna, ritornato lo saluti caramente.
La mia benedizione sui cari figli, alle cui preghiere e piccoli sacrifici nell’osservanza cordiale dei loro doveri, attribuirò il buon esito degli Esercizi di 80 sacerdoti di questa muta. In Corde SS. Jesu aff.