[vol. VI, p. 277, n. 782]

J. M. J.

Torino, 12 novembre 1912

Caro P. Gamberutti,

All’arrivo di questa mia già ti sarai legato in perpetuo alle nostre Missioni. Abbiti i miei cordialissimi rallegramenti. Non alleviasti onus tuum; sed ad majorem teneris sanctitatis perfectionem (Imitazione di Cristo).

Prenderai da questa insigne grazia maggior vigore a perfezionarti e a zelare il bene che hai tra mano. Se l’ubbidienza ti tiene occupato al Collegio dei figli dei capi, pensa al bene che verrà dalle tue fatiche. Domando alla SS. Consolata per te pazienza e spirito per investire di cristianesimo cotesti cari giovani, speranza delle nostre missioni. Pensa alla tua responsabilità di fronte alla S. Chiesa, e tutto fidato in Dio fatti animo nello stesso corpo per sacrificarti per un tanto bene. Ti spedii i due libri desiderati e con il tempo verrà l’armonium.

Dunque, coraggio in Domino e non ti prenda la malinconia della patria: Paradisus est!... Ti benedico di tutto cuore. Aff.mo in G. C.