[vol. VI, pp. 419-420, n. 818]
Torino, 28 giugno 1913
Carissimo P. Gays,
Monsignore mi scrisse che V. S. domanda di ritirarsi dal presente lavoro per stanchezza e debolezza di salute. Certamente io non desidero che V. S. si logori le forze e abbia a patirne in avvenire. Ma il posto tenuto da lei essendo dei più importanti per il bene delle missioni non posso indurmi a cedere alla sua domanda. V. S. ha l’esperienza di tanti anni, per cui come per il passato più ancora per l’avvenire si formeranno veri catechisti e così si supplirà alla deficienza di missionari per convertire cotesta gente.
Si faccia coraggio e tiri avanti in Domino, il quale infirma elegit a opere grandi. Io prego la nostra SS. Consolata a ridonarle l’antica energia per la maggior gloria di Dio, e le nostre preghiere le otterranno la grazia. Ho scritto a Monsignore che le consegni lire cinquecento portate per lei dal T. Perardi.
Avanti, dunque, con rinnovato vigore, anche pensando al gran premio che ci sarà dato in Paradiso, dove, al dire del nostro Venerabile, ci riposeremo. In Domino aff.mo