[vol. VI, p. 515, n. 850]

J. M. J.

Torino, 9 dicembre 1913

Caro P. Costa,

Mi rallegro con te e ringrazio il Signore delle tue disposizioni, in questo giorno, uno dei più notevoli della tua vita. Come per il passato poniti per l’avvenire perfettamente nelle mani di Dio, desideroso unicamente che in te si compia integra et usque in finem la Sua Santa Volontà.

Il Signore è solito eleggere infirma et ea quae non sunt per operare quanto è più grande; Egli quindi ti sosterrà nell’anima e nel corpo per fare il bene che vuole da te.

Unito sempre di cuore ai superiori, nella direzione dei medesimi troverai la volontà di Dio e la tua santificazione.

Certamente è pieno di spine il presente tuo impiego, ma agli occhi della Fede è della massima importanza; esercitalo come dovessi continuarvi tutta la vita, con il distacco da poterlo ad ogni tratto lasciare per altro richiesto dall’obbedienza. Del resto, andiamo avanti in Domino dicendo: Dummodo consummem cursum meum et ministerium, quod accepi a Domino Jesu.

Coraggio al completo olocausto dei S. Voti.

aff.mo in N. S. G. C.