[vol. VII, pp. 209-210, n. 952]
Torino, 25 settembre 1915
Caro Dal Canton,
Ho ricevuto tue notizie in due volte in data 20 giugno (Burgi) e 17 luglio (Abara di Sidamo); e poi il 7 agosto (Abara di Sidamo). Capirai il nostro dolore nel saperti in quella condizione e diviso dal caro fratello. Noi raddoppiammo le nostre preghiere alla SS. Consolata perché vi consolasse, vi fortificasse e presto foste liberati da tante angustie.
Già prima d’ora movemmo tutte le pedine, ricorremmo all’autorità della Regina Madre e della Duchessa d’Aosta. Questa operò energicamente presso il Ministro degli Esteri che chiamò ad udienza, e n’ebbe non solo promessa di adoperarsi con ogni modo, ma telegrafò subito al Conte Colli e poi scrisse ordini perentori. Come vedi noi per voi non dormiamo; come fece e fa di là Mons. Perlo; ed io spero che al presente le cose siano già aggiustate. Vorrei mandarti denari, ma temendo che non ti giungano, ciò rimisi a Monsignore. Ad ogni modo anche telegraficamente, potendolo, fammi noto il presente vostro stato, i vostri bisogni ed il modo sicuro di aiutarti.
Vi confortino le nostre ansie per voi e le preghiere che si fanno nell’Istituto, nel Santuario e da tante anime buone. Il Signore vi darà come in passato forza e la costanza degli Apostoli e dei Martiri; e quanti meriti vi farete! Dopo la nostra Consolata, raccomandiamo ogni buon esito a S. Michele Arcangelo protettore della S. Chiesa e delle nazioni, al quale feci voto di speciale ricordo costì: invocatelo anche voi e prendetelo per speciale vostro patrono.
Coraggio dunque nel Signore, e vi conforti la quotidiana paterna benedizione del Vostro aff.mo in G. C.