[vol. VII, p. 224-225, n. 960]

J. M. J.

Torino, 23 ottobre 1915

Carissimo D. Ferrero,

Ricevo e leggo con vero gusto le tue lunghe lettere. Il primo senso è di pena, specialmente per te mio carissimo, che so tanto delicato spiritualmente e corporalmente. Presso la nostra cara Consolata vi imploro forza e grazia e presto ritorno all’ovile.

Dalla tua lettera e dal Tenente, che andò all’Istituto, seppimo della malattia di D. Cavallo. Non ti dico la pena nostra, e come desidereremmo aiutarlo. Voi fate il possibile per il corpo e per l’anima, e scrivete se abbisognate di qualche cosa. I tuoi denari verranno utili in tale occasione. Abbiamo qui ancora il buon Sciolla, che ottenne altri sette giorni di licenza. Se poteste anche voi fare qualche gita!...

A questi diedi i dovuti moniti senza compromettere nessuno, di scorrendo sulle cause del male; e ritornando sarà più prudente e discreto.

Quanto a Garrone e Mauro aspettiamo che ritorni Sciolla per ottener loro una ventina di giorni, durante i quali potrebbero venire a Torino, e con le carte di Treviso essere tra noi ordinati: speriamo. Godo che siano tranquilli e pronti all’obbedienza; intanto prepareranno il cuore alla grande grazia.

Ringraziate per me quel Ven.do Vicario per le gentilezze che vi usa. Scrivimi come potrei ricompensarlo con denaro o regali. Ho pensato di mandargli del caffè; se non ha applicazioni di Messe potrei mandargliene anche da L. 2,50; in ogni caso dagliene fin d’ora alcune da L. 3 a mio conto. Dimmi il tuo parere.

L’esperienza del passato vi renda prudenti, senza paura in Domino, e solo operando possibilmente il dovere. Serva il monito per D.

Cavallo.

All’istituto si pensa e prega per voi, e tutti sospirano il vostro ritorno. Anche in Africa vi ricordano. Qui il ch. Gallea e il ch. Sandrone vennero di nuovo riformati, il ch. Negri e il Vercelletti rividibili sino alla prossima estate. Il Sudd. Spinello, il coad. Davide e il ch. Capello fatti buoni. Presto Spinello, e forse anche Gallea riceveranno gli Ordini del Diaconato e Presbiterato.

Il Signore ci mandò due nuovi chierici, di Novara e di Saluzzo, e molti studenti: Deo gratias.

Ed ora, miei cari figli nel Signore, vi benedico paternamente, lasciandovi interpreti del tanto amore che si trova nel mio cuore, e in quello del Sig. Vice Rettore e dei confratelli.

La SS. Consolata vi assisterà perché vi facciate molti meriti, e vi ricondurrà sani e prosperi nella cara Comunità. Perciò facciamo in questa Novena pressione al Trono di Dio per l’intercessione di tutti i Santi. Saluta tutti aff.mo in N. S. G. C.