[vol. VII, p. 222, n. 959]

J. M. J.

Torino, 18 ottobre 1915

Rev. e carissimo P. Gays,

Mentre scrivo poche righe a vari missionari non voglio lasciare V. S. per risposta alle sue lettere.

Mi sono rallegrato del lavoro di V. S. con il p. Bellani, per iniziare e dare impulso all’opera dei Catechisti anche a Meru. È certamente questo lavoro, insieme a quello dei seminaristi, della maggior utilità alle missioni. Io quindi prego sovente il Signore a dare a Lei forza e grazia per occuparsi con tutto il cuore di loro. Vi saranno dei disinganni e delle deficienze; ma il Signore non premia in noi l’esito, ma il lavoro fatto per Lui. Altra sua missione come primo missionario, sia il procurare con tutta la sua autorità l’unione e il buono spirito tra i missionari. Con l’allargarsi dei campi di Apostolato, e rispettiva lontananza c’è pericolo che scemi quella unione di mente e di cuore, che forma il bene dell’Istituto. Potrebbe sottentrarvi un po’ di egoismo ed affievolirsi l’amore e l’interesse del corpo comune.

V. S. consultato come anziano, e penetrato delle intenzioni dei superiori, si presti a formare quest’armonia. In particolare insista sullo spirito di fede, d’ubbidienza e di povertà. I tempi sono critici, e se il Signore, servito con fedeltà, non mancherà nel vero necessario, non vorrà certo abbondare in ciò che possa risparmiarsi. V. S. prosegua ad essere l’aiuto primo di Mons. Perlo e di Mons. Barlassina perché portino con fortezza e prudenza i difficili loro uffici, e le due Missioni sorelle si aiutino a ben riuscire.

Pregando dalla cara Consolata tante grazie e consolazioni godo dirmi di V. S. carissima aff.mo in G. C.