[vol. VII, p. 319, n. 989]
Torino, primi mesi del 1916
Caro
Nonostante la nostra miseria il Paradiso, e più l’Amore Eterno è per me e per te. Ti rinnovo lo scritto ai piedi della Consolata: ubbidire ciecamente, e non pensare oltre. Gesù ti ama e tu amalo senza paura. Coraggio […]. Ti benedico.