[vol. VII, p. 320, n. 990]
Torino, fine marzo – inizi aprile 1916
Caro ch. Nepote,
Ecco un figlio di più a cui scrivo poche righe come agli altri. Figlio della SS. Consolata, lascio alla buona Madre di sostenerti, consolarti e conservarti per le Sante Missioni. La prego perché ti liberi da ogni mondano influsso, e ti renda sempre più forte di anima e di corpo: Si Deus mecum quis contra me? Coraggio e la mia benedizione