[vol. VII, pp. 405-406, n. 1030]

W. G. M. G.

Torino, 21 settembre 1916

Carissima in N. S. G. C.,

Ringrazio la cara Consolata ed il nostro Venerabile del buon miglioramento di tua salute, che speriamo sia per continuare sino alla perfetta guarigione. Per avere una sicura norma nel consigliarti, l’altra settimana mi recai espressamente dal Dottor Boccasso. Espressi la mia inquietudine per tanta lentezza ed indecisione della cura, e chiesi tutta la verità dello stato. Il medesimo si dichiarò tuttora incerto sul bisogno dell’operazione; e disse di sperare molto sulla cura dell’uva e sulle arie autunnali di coteste colline.

Al nostro desiderio di presto riaverti in Comunità, mi rispose che prima voleva visitarti, e ch’egli stesso d’accordo con il Dottore locale avrebbe esaminato e poi datomi il suo giudizio. Essendo le cose a questo punto, io non so che decidere sul tuo desiderio e nostro del presto ritorno. Siamo in aria con l’aver dovuto cedere tutto il piano terreno con il refettorio degli studenti per le scuole dell’Istituto Isabella, e tosto s’incominciano i lavori di aggiustamento, e dopo si vedrà come ottenere minor confusione.

Di vestizioni nuove non parliamo ancora; e la Virginia dopo troppe prove, la rimandiamo. Faranno presto la Professione quattro sorelle. Del resto siamo nelle mani di Dio, il quale ci prova in molti modi, anche col richiederci nuovi sacrifici di alunni per la guerra. Ma fiat voluntas Dei.

Del resto va’ pure a visitare la zia ed a Moretta. Ciò che c’importa è che al tuo ritorno non si ripresentassero gli antichi sintomi; ma anche in ciò fiat!

Tante cose a Papà e sorelle. Ti benedico, aff.mo in G. C.