[vol. VII, p. 435, n. 1043]
Torino, 18 novembre 1916
Caro D. Chiomio,
Il tuo silenzio non mi piace, e mi fa temere... Scrivi più sovente. Noi ti ricordiamo sovente e preghiamo tanto per te e perché la SS. Consolata ti sostenga e consoli.
Ho proposto al Capitano del Ch. Re di prenderti per Cappellano, ma pare che non si possa ciò ottenere. Vedremo in avvenire. Continua a scrivere a Facta, reclamando le di lui promesse; se vogliono possono quei Signori, e finiranno per contentarti. Vediamo succederne tante. Con pena ti annunzio che anche D. Dolza venne fatto valido... Fiat voluntas Dei.
Tu intanto fa’ coraggio in Domino, e pensa che noi siamo con te e preghiamo per te. Ti benedico, aff.
P. S.
Ricevo proprio ora la tua, e ne godo per le buone notizie.
Continua con coraggio, e Dio ti benedica.