[vol. VII, pp. 443-444, n. 1047]

W. G. M. G.

Torino, 5 dicembre 1916

Carissima Suor Maria,

Ho ricevuto prima la tua cartolina e poi la lettera. Sono contento del continuo miglioramento della tua salute, e come queste arie miti aiutino la tua convalescenza. Questo sia il tuo intento di usare tutti i mezzi per ristabilirti pienamente e stabilmente. Ben comprendo le tue pene; ma è proprio Gesù che permise sì lunga prova, e certamente al maggior bene tuo e dell’Istituto. Il fiat ti sia giaculatoria continua. Abbiamo tanto bisogno di benedizioni sull’Istituto e sui nostri poveri soldati! Ci toglieranno D. Dolza; anche Carlo venne fatto valido; ed il mio domestico è già sotto milizia. Quanti guai e miserie... Il buon Dio ci usi misericordia!... Alle già troppe mie occupazioni si aggiunse di deporre per tanti giorni nel Processo del Ven. D. Bosco...

Perciò senz’altro ti auguro fin d’ora buona festa della Beata, riservandomi a farti il regalo nella S. Messa. Domenica ho parlato di te chiaramente alle nostre Suore, e credo ne siano state soddisfatte. Hanno sempre pregato per te; e ti scriveranno. Il V. Rettore ti augura pronta guarigione. Coraggio nel Signore e prega per il tuo aff.mo in G. C.

P. S.

I miei ossequi alla R. Superiora, e tante cose alla Sorella, preghino per noi.