[vol. VII, p. 519, n. 1066]
Torino, primi mesi del 1917
Caro D. Spinello,
Le tue frequenti e spirituali lettere mi sono di vera consolazione. Majorem non habeo gratiam, quam ut videam filios meos in veritate ambulare. Sì, lo spirito di preghiera e di mortificazione, unito a profonda umiltà, ti rassoderanno e sosterranno in tutti i pericoli. Ovunque c’è Gesù e la di Lui grazia, che io ti auguro e prego... Ti benedico.