[vol. VII, p. 550, n. 1084]

J. M. J.

Torino, 16 maggio 1917

Caro D. Costa,

Ho ricevuto la tua lettera, e godo del tuo miglioramento. Stimo bene per consolidarlo che ti trattenga ancora a casa tutta la settimana ventura; ritornerai per Pentecoste. Non vorrei però che la malattia del buon Vicario ti stancasse, e rendesse quasi inutile questo tempo di riposo. Per noi è prima la carità tua e dell’istituto, mentre vi sono due Vicecurati ed un’altra Parrocchia. Desidero perciò che non confessi, né canti Messa, tanto meno ad ora tarda. Che se il Vicario viene aggravandosi, e a Torino lo si dice moribondo, tu devi contentarti di brevi visite e non passarvi ore o notti. Pensa al fine del tuo esiglio, e non ridurre la cura a metà, ragionando con la testa e non con il cuore.

Fa’ buona Festa dell’Ascensione e la novena dello Spirito S. Tante cose alla Famiglia, aff.mo in G. C.