[vol. VII, p. 573, n. 1098]

J. M. J.

S. Ignazio, 13 luglio 1917

Caro D. Costa,

Da cinque giorni mi trovo su questo Santo Monte, in perfetta solitudine; quale uccello che s’aggira d’attorno a Gesù Sacramentato che vi sta nel centro. Nel mio riposo, specialmente mentale, non posso dimenticare il caro Istituto e tutti i missionari effettivi ed aspiranti. Prego per ognuno, e non dimentico i soldati nei loro pericoli.

Di’ ai cari giovani che S. Ignazio li aspetta, carichi di meriti per i forti studi di questo mese. Potrebbe a ciascuno applicarsi il detto: Non coronabitur nisi qui legitime certaverit. E la vitarella del caro Baldi l’hai composta e trasmessa al Sig. Vicerettore?

Nel secondo giorno venne Carlo per breve ora; rappresenta l’ebreo errante; è un infelice!...

Tu fa coraggio nel portare la tua croce finché il Signore vorrà così: sufficit tibi gratia D. N. J. Ch.

Tante cose a tutti e la paterna Benedizione. In Domino