[vol. VIII, pp. 64-65, n. 1179]

J. M. J.

Torino, 16 febbraio 1918

Caro D. Mauro,

Mi sono graditissime le tue lettere; ed ho sete? di alcuna di D.

Garrone e Ch. Sciolla.

Continua così, sebbene io non ti possa sempre rispondere. Continuate a vivere dell’Istituto se volete conservarne lo spirito; ed interrogate sovente voi medesimi ciò che vi direi se mi trovassi a voi presente. Fortunati voi, se ritornando, come speriamo, tra non molto sarete carichi di meriti per i sacrifici fatti per Dio, ed avrete fatto profitto spirituale delle stesse umane miserie. Tenete a mente: sono missionario, e voglio averne tutto lo spirito.

Non fastidiatevi dell’avvenire, e di essere tolti dalla condizione di sanità; per ora non c’è alcuna idea, e ne hanno bisogno di molti. Aspettiamo con ansia il vostro temporaneo permesso. Se non potessi venire sì presto scrivi a casa che mandino il fratello.

Vi benedico tutti paternamente, e vi raccomando sempre alla cara Consolata aff.mo in G. C.