[vol. VIII, p. 195, n. 1231]

Torino, 27 settembre 1918

Le rammento quanto già le scrissi l’ultima volta, che V. E. abbia la bontà di darmi di tanto in tanto giudizio di tutti e di tutte, specialmente prima della professione. A me non basta il suo silenzio. Questo è dovere di V. E. che li ha sotto, e li vede e sente. Che ne so io dopo tanti anni e con lettere individuali che nulla dicono, e talora non la verità. Ciò mi è necessario anche per le destinazioni future. Sebbene in tempo di censura, si può scrivere senza i nomi dei soggetti, ma solo i numeri della biancheria o simili. Lo faccia V. E.: è suo dovere.

I due professi Maraviglia e Ciravegna Protettore: B. M. Alacoque