[vol. VIII, pp. 206-207, n. 1236]

Torino, 5 ottobre 1918

Requiescite pusillum...

Carissimi figli in N. S. G. C.,

Un nuovo lutto è venuto a colpire la nostra famiglia con la morte prematura e quasi subitanea del più giovane fra i suoi membri soldati, il carissimo nostro Ch. Leinardi Costanzo.

Giovedì 19 settembre prossimo passato ci giungeva verso sera da La Morra un telegramma annunziante lo stato aggravatissimo dell’amato confratello. La notizia affatto inaspettata ci colmò di timore e ci affrettammo a rispondere telegraficamente promettendo le nostre preghiere ed inviando all’infermo la paterna benedizione.

Ma questa risposta non doveva più giungere a tempo, poiché in quella stessa sera l’anima del caro vostro confratello se ne volò in Paradiso, fortificata dalla grazia dei Santi Sacramenti, e purificata dal sacrificio della sua vocazione Apostolica. Infatti dal Sacerdote che lo assistette e preparò alla morte mi venne riferito che durante la sua breve malattia egli parlò sovente e con trasporto delle Mis sioni, a cui dava a vedere di aspirare con tutto il fervore del suo cuore giovanile, la qual cosa traspariva anche sempre dalle care sue lettere, come quando scriveva: «Sempre il mio cuore e pensiero anela raggiungere e infilare la porta dell’Istituto», ed altra volta: «Grazie a Dio, sono rimasto tuttora forte, e ho sempre il fermo proposito, salda la vocazione». E noi, pur risentendoci intimamente di questa nuova perdita non abbiamo che a piegarci ancora più profondamente sotto la santa e paterna mano di Dio che ci prova.

Mi sta però sommamente a cuore che voi tutti dalle labbra stesse di questo vostro fratello morente impariate bene come in quel supremo istante della morte niente potrebbe meglio consolarvi ed animarvi a sperare che il pensiero d’avere fedelmente corrisposto alla grande sublime vocazione che Dio vi ha dato: accettate, cari figli, questa lezione, che vi servirà non poco per i gravi pericoli materiali e morali cui ogni giorno andate incontro.

Raccomando intanto alle vostre preghiere l’anima del compianto defunto, per la quale qui a Casa Madre si sono già celebrate le Messe prescritte, e cantata la S. Messa di Settima. Anche voi in suffragio del caro confratello reciterete il santo Rosario per nove giorni consecutivi, e offrirete le vostre sante Comunioni.

Il Signore e la SS. Consolata continuino a proteggervi e benedirvi tutti, come di cuore benedice voi il vostro aff.mo in Domino