[vol. VIII, p. 205, n. 1235]
Torino, li 3 ottobre 1918
Carissimo in N. S. G. C.,
La tua penultima lettera mi ha fatto molto pena. Ti dico però su bito che continui a scrivermi sempre anche le cose più tristi; servirà almeno come sfogo e di consolazione. Certamente in questo stato non si devono prendere serie decisioni. Dopo però fa’ ciò che il Signore t’inspira ed io lo approvo. Piuttosto che continuare una vita tale è certamente meglio cambiarla, ché peggio non sarà.
Coraggio intanto e pensa che il buon Dio vede tutto, ti sosterrà nelle prove e ti asciugherà a suo tempo omnem lacrymam.
Ti raccomando tanto alla cara nostra Madre, e al S. Angelo Custode. In Comunità non parlai del fatto...
Ti benedico con tutto il cuore... aff.mo in G. C.