[vol. VIII, p. 543, n. 1334]
J. M. J.
Torino, 17 gennaio 1920
Caro P. Rosso,
Ho ricevuto la tua lettera, e ti dico subito che mi ha consolato. Non che dubitassi della tua buona volontà e della tua perseveranza nella santa vocazione, ma qualche nube passava nella mia mente sul tuo buon spirito. Godo quindi dei sentimenti che mi esprimi non riguardo alla mia persona, ma sull’istituto. Ormai si è parlato troppo di me, e tutti dovete essere persuasi che nel poco tempo che avrò da vivere non desidero che sistemare ogni cosa definitivamente, felice se potrò assistere al vostro regolare andamento.
Sarei contento che come assai anziano venissi eletto dai compagni per venire alle conferenze che qui faremo in quest’anno. Se non sarà così, ti farò dopo ritornare per rivedere i tuoi vecchi genitori.
Siccome si sta scrivendo una biografia del compianto P. Costa, faresti bene a mandarmi al più presto le lettere del medesimo, e gli appunti che ancora ricordassi sulla di lui vita, specialmente durante il Ginnasio.
La SS. Consolata ti benedica, com’io ne La prego. Abbimi in Domino aff.mo