[vol. VIII, pp. 626-627, n. 1356]
J. M. J.
S. Ignazio, 4 luglio 1920
M. R. e carissimo P. Gays,
Sono a S. Ignazio non per gli Esercizi d’altri, ma di me. Non so ancora il tempo della mia dimora e del ritorno.
Per ogni bisogno ricorra al Sig. V. Rettore a Torino o a Rivoli.
Penso al caro ch. Perino, che credo tuttora indisposto. V. S. gli ordini le cure necessarie, senza affannarlo con segregazione dagli altri. Dico ciò perché il medesimo mi disse ch’era disposto a questa misura per il bene dei compagni. Ma ciò dicendo si vedeva che sentiva pena; io poi non lo credo necessario. Non studi e faccia piccole e frequenti passeggiate. Quando sarà libero dalle visite all’Ospedale militare potrebbe andare a Ciriè se lo desidera, e in questo caso dia a casa i denari che riceve all’Ospedale. Dico se lo desidera, perché avendoglielo io offerto non mi rispose. Bisogna farlo visitare dal Dottor Nicola per vedere se abbisognasse della cura dei bagni di mare. In questo caso con il Ch. Beltramino si farebbe domanda ai Salesiani di Alassio, i quali tengono ivi una casa speciale per i bagni. Di ciò V. S. può parlare o scrivere al Can. Baravalle, a cui io già dissi qualche parola.
E questi bagni non farebbero anche bene a Lei per l’artritide; ne parli al medico. Così accompagnerebbe i due chierici.
Gli esami procederanno bene, ed anche la salute generale. Se arrivano i nuovi accettandi li accolga in Domino.
Io qui prego per tutti, e raccomando a S. Ignazio di riceverli fra non molto. Tante cose a tutti e la mia benedizione aff.mo in G. C.