[vol. VIII, pp. 709-710, n. 1393]
W. G. M. G. (così da usarsi da tutte)
Torino, 15 dicembre 1920
Rev. Suor Margherita,
Rispondo brevemente alla tua lettera del 14 agosto 1920, e così anche a quella dell’aprile 1919.
Godo anzitutto del miglioramento di spirito che mi dici essere nelle Suore. Certamente ciò è in gran parte effetto delle tue ripetute visite alle singole Stazioni. Continua e tieni ciò come necessario per far cessare le mormorazioni, i piccoli attriti e richiamare le Suore al Ad quid venisti. Senza nulla togliere alle anziane, le nuove staranno spero ferme nello spirito loro infuso in Casa-Madre. Venendo a rispondere alle tue domande, certamente sarebbe necessario comporre al più presto un Regolamento o Direttorio per i luoghi di Missione. Sullo schema di quello di Casa-Madre poniti all’opera facendoti aiutare da qualcuna più idonea. Monsignore lo completerà e io potrò approvarlo. Intanto non credo conveniente che si scelga oltre il confessore un direttore spirituale, né che si scriva al medesimo neppure biglietti. Per ora in casi straordinari e volta per volta potrai concederlo dopo conferitone con Monsignore. Sotto il nome di Ordinario si deve intendere il Vicario o Prefetto Apostolico, non il confessore, come credo di averti già scritto.
Riguardo al N. 49 delle Costituzioni il permesso ottenuto da un confessore dura senza rinnovarlo da altro. Quanto a quelle consigliate dalla Superiora preferisci le spirituali alle corporali, come frenare la lingua, la curiosità, il desiderio di preminenza. Dopo vengono le corporali che si esercitano nell’eseguire con puntualità le regole e le prescrizioni dei Superiori.
La vera santità, e quindi la mortificazione che ne è mezzo, consiste nel pieno e cordiale adempimento dei proprî doveri. Quanto al cibo la miglior mortificazione è contentarsi di ciò che la provvidenza manda senza borbottare o sospirare altro. Si mangia solo per vivere, o come dice il nostro Card. Richelmy per stare vivi. Gli strumenti di disciplina e i cilici ecc. non sono da disprezzare, ma da usare con moderazione perché non danneggino la sanità, ed aiutino veramente lo spirito. Se è possibile si lasci la frutta alla sera del venerdì.
Per il capitolo delle colpe, quando non si può fare in privato si contentino di farlo come si può, anche solo umiliandosi la sera a chiedere scusa alla compagna che fu offesa o poté prendere scandalo. Ci vuole uniformità pel taglio dei capelli e per la cuffia di notte, anche per pulizia. Così della roba da stirare o no, da annullare ecc. Proibisci la lettura dei giornali, si legga qualche buon libro e se ne conferisca come si fa in Casa-Madre.
Ed ora, come già facesti, studia ogni Suora, correggile maternamente e anche fortemente perché cadute si rialzino, si emendino dei difetti abituali, e siano più idonee per la professione perpetua. Lavora particolarmente le Suore Adele, Teresa, Caterina.
Il Signore ti sostenga e ti conceda molta pazienza.
Vi benedico tutte e prego per voi. aff.mo in G. C.