[vol. VIII, p. 728, n. 1397]
J. M. J.
Torino, 24 dicembre 1920
Caro P. Albertone,
Le tue lettere sono tristi e...; non solo a me; ma, ciò che non vorrei, a quelli dell’Istituto. Ben mi scrivi che anche S. Paolo provò simili prove; prega il Santo Apostolo e imitalo Etsi consistant castra adversus me, non timebit cor meum. Non domandare a Dio di finire presto questa vita, ma di poter lavorare ad multos annos. Né devono scoraggirti le miserie di qualche fratello; prega, non lasciarti trascinare... e possibilmente correggili fraternamente, almeno con il tuo contegno. Devi comprendermi anche senza dettagli. Tocca a voi, a te, che hai compreso lo spirito dell’Istituto di aiutare a mantenerlo nei giovani che possono venire sconcertati da certi discorsi o parole. Basta, intendimi.
Ho spedito le tue lettere alla zia Suora.
Il Sig. Marietti fece il suo dovere, stampò bene il libretto, e me ne mandò 150 copie da legare, senza copertina, comprese cinque spedite a te. Io te ne mandai copie 40.
Se avrai occasione di vedere il R. Padre Spinello, gli dirai che lo ringrazio di ciò che fece, e sia vir Dei.
Tante cose a tutti, e sursum corda.. .aff.mo in G. C.