[vol. IX/1, p. 94, n. 1430]

J. M. J.

Torino, 30 giugno 1921

Carissimo Padre Gays,

Ho ricevuto la sua lettera del 25 corrente. Godo che il tempo sia propizio; e V. S. ne faccia il maggior frutto per sé e per il bene del caro istituto. La sua è certamente una grande missione, da cui dipende quasi tutto il meglio dell’Apostolato. Preghiamo.

Il Ch. Revetria venne da me, ripetendo quanto scrisse a lei. Io credetti bene di consegnargli la lettera. Certamente io spero poco buon esito, vedendolo così ostinato nella decisione di andarsene. Mi promise di stare zitto; intanto prende gli esami e aspetterà il ritorno di V. S. Mi pare che il medesimo manchi di fermezza, e poi quella debolezza persistente da anni, e non mai veramente vinta...; insomma il mio giudizio sarebbe di lasciarlo andare a casa, dove deciderà con i parenti e confessori.

Rispondo o farò rispondere al Ch. Marcellino.

Fu veramente solenne la funzione delle S. Ordinazioni, e qualcuno gliene scriverà. Andò anche bene la Festa di S. Paolo; alla bella accademia intervennero anche il V. Rettore e Monsignore.

Domani ascendo a S. Ignazio dove pregherò per la consolidazione della di lei salute. V. S. preghi per me. Saluti i buoni compagni. In Domino aff.mo

N. B.

Per sua norma pesi le lettere; dovetti ancor pagare 26 soldi per l’ultima lettera.