[vol. IX/1, pp. 295-297, n. 1520]
prima dell’11 marzo 1922
Il nostro Istituto per le Missioni ebbe regolare principio il 29 gennaio 1901 con l’approvazione dell’Arcivescovo di Torino. Come il Signore e la cara Consolata lo abbiano benedetto è a voi ben noto; e lo provano il vostro moltiplicarsi e le opere compiute in un ventennio a salute di tanti pagani condotti alla Fede. Sostenuti dalla benevolenza dei Sommi Pontefici Pio X e Benedetto XV, e diretti dai Cardinali Gotti e Van Rossum, ottenemmo il Decretum Laudis, per cui passammo sotto l’immediata direzione di S. Propaganda, l’Istituto diventò Juris Pontificii. Per volontà della S. Sede il Kenya fu prima Missione poi Vicariato; in seguito ci venne assegnata la Prefettura del Kaffa; e presto anche l’Iringa. Di tutto sia onore e gloria a Dio solo, che sostenne i Superiori nelle loro sollecitudini e fatiche; sia ringraziata la cara nostra Patrona, la SS. Consolata, che ci protesse maternamente, e lode ai nostri cari missionari e missionarie, che con vero spirito apostolico lavorarono e lavorano con tante fatiche e sudori.
Le cose essendo a questo punto credo venuto il tempo di sistemare il governo regolare della Congregazione, e di prendere tutte le disposizioni per consolidare l’istituzione spiritualmente e materialmente.
Il R.mo V. Rettore ed io siamo in età avanzata e piuttosto logori dalla cura d’una Comunità che procede nel moltiplicarsi in numero e nelle mansioni dell’Apostolato.
Già sapete che per ben due volte abbiamo tentato di rassegnare a Propaganda il nostro mandato, e ricevemmo l’ubbidienza di continuare l’opera nostra. Al presente essendo voi in maggior numero, e potendo i giovani supplire gli anziani possono staccarsene alcuni per la direzione della Casa-Madre e formare il Consiglio.
Non intendiamo con ciò di lasciarvi prima della nostra morte; continueremo ad aiutarvi con i consigli e con i mezzi materiali.
Troppo ci sta a cuore che quest’opera di grande gloria di Dio per la salute delle anime infedeli, non rallenti nel suo cammino, ma sempre meglio fiorisca, mantenendosi in quello spirito che noi abbiamo procurato di infondervi in tanti anni.
La ricorrenza del 3° Centenario della fondazione di Propaganda, come animerà il clero ed i fedeli alla crociata missionaria, aumenterà in noi lo zelo per la salvezza delle anime infedeli. Speriamo di vedere in quest’anno approvati definitivamente il nostro Istituto e le sue Costituzioni a perenne stabilità del medesimo.
Appena la cosa sia fatta chiamerò dall’Africa i membri del Capitolo per la prima adunanza Generale. A questo devono intervenire, oltre l’Ordinario o suo rappresentante, il Superiore delegato locale e due missionari sacerdoti di voti perpetui eletti da tutti i sacerdoti professi, compresi quelli d’Iringa.
Già vi sarà stata notificata la nomina da me fatta del Superiore delegato per il Vicariato del Kenya nella persona del caro P. Cagliero. Egli ricevuta questa mia, la comunicherà a tutti i votanti, riceverà in lettera secreta i nomi dei due eletti, e ve li annunzierà affinché ognuno possa manifestare ai medesimi quanto sia bene trattare nel Capitolo Generale a bene dell’Istituto e delle Missioni.
Vi noto che nel passato scrutinio per le Costituzioni i maggiori voti vennero dati ai Padri Rolfo e Gillio. Lasciando a ciascuno piena libertà non posso nascondervi la convenienza di eleggere gli stessi, anche perché anziani e dopo la loro partenza per l’Africa non ancora ritornarono in Italia.
Avvertiti per telegramma di partire, in tutte le Stazioni si facciano speciali preghiere per invocare sul Capitolo i lumi dello Spirito Santo e la Benedizione della SS. Consolata. A questo fine reciterete in comune il Veni Creator e tre Ave Maria.
Fiducioso che ogni cosa riuscirà a gloria di Dio e a bene dell’Istituto, vi benedico.