[vol. IX/1, pp. 311-312, n. 1529
Torino, li 25 marzo 1922
Carissimi Padri
Panelatti, Vignoli, Ciravegna, Albertone, Spinello,
Avrei voluto prima d’ora rispondere alle varie vostre lettere, ma stavo sempre in attesa dell’erezione della tante volte promessaci ma mai fatta erezione della Prefettura d’Iringa. Questo Decreto neppur ora non è ancor venuto, ma ho saputo solo in questi giorni che non è lontano il tempo in cui lo faranno.
Frattanto io sono sempre più desideroso che l’Istituto s’in-cammini a fare da sé con il regime e organizzazione che sono descritti nelle Costituzioni dal N° 52 al 74. A tal fine intendo convocare al più presto il Capitolo Generale con l’intervento di quelli indicati nel N° 54 delle Costituzioni. Fra questi sonvi «due Missionari professi perpetui per ogni Missione, eletti da tutti i Missionari sacerdoti residenti nella Missione stessa».
La Missione vostra è per ora quella del Kenya, e spetterà poi al Superiore eletto dal Capitolo Generale il designare quali missionari resteranno ad Iringa, o dovranno recarsi alle Missioni del Kenya o del Kaffa. Perciò io vi invito a designare al più presto due missionari anziani perché vengano come vostri delegati al Capitolo Generale quando io li avvertirò di intervenire. Fatta la scelta secondo che il Signore ve ne ispirerà, manderete ciascuno in bustina separata e suggellata i due nomi al Padre Cagliero, che fu già da me costituito come Superiore di Missione per il Vicariato del Kenya, e che come tale dovrà poi intervenire al Capitolo.
La scelta dei due nomi è affatto libera, io però mi permetto suggerirvi di dare la preferenza a missionari più anziani che non siano ancor tornati in Italia. La votazione dell’anno scorso aveva dato la maggioranza ai Padri Rolfo e Gillio, che appunto non erano ancora venuti in Italia. Ma, ripeto, siete liberi nella designazione; fatela coram Deo e con in vista il solo maggior bene dell’Istituto.
La nostra SS. Consolata vi conforti nel lavoro che fate a bene di coteste anime, e io di gran cuore vi benedico aff.mo in G. C.
N. B.
Si copii questa lettera, e se ne mandi una copia a ciascun missionario d’Iringa