[vol. IX/1, pp. 393-394, n. 1563]

J. M. J.

S. Ignazio, 13 luglio 1922

Caro Padre Gays,

Il Sig. V. Rettore sta meglio; ma abbisogna di cura lunga e noiosa. Continuiamo a pregare per la preziosa e come necessaria di lui conservazione.

Una notizia, se ancora non le giunse, molto consolante sul nostro Ven. Cafasso. Tutti i quattro medici conchiusero per la verità dei due miracoli. Essi quindi entrano nelle Congregazioni, e già in ottobre è fissata l’Antipreparatoria. Deo gratias! Per ringraziare la nostra S. Consolata sabato passato andarono tutti della Casa in pellegrinaggio al Santuario.

V. S. mi scrive del decreto per esami ai ex-militari. Già lo seppi, e vi meditai; conclusi per il no a riguardo dei nostri. Nessuno sospira ciò perché ritarderebbe loro l’andata in Missione. Del resto la brutta storia dei Chierici e Sacerdoti usciti dai Seminari e dagli Istituti religiosi ci avverte a non mettere i nostri nel pericolo di defezione. Noi dobbiamo allevare buoni religiosi ed apostoli, e non professionisti, che durante gli studi universitari per lo meno perderanno lo spirito. Se il Signore crederà necessari i medici patentati ce li manderà, come fecero il B. Ancina e S. Antonio Zaccaria.

Per questi ed altri motivi dissi a Padre Sciolla di non più pensare all’Inghilterra. È vero che abbiamo spinto il Ch. Arneodo a prendere i due esami; ma ciò era conveniente, ed anche sarebbe una prova per la sua vocazione non ancora sicura.

Insomma pregai ed anche mi consigliai, e conchiusi per la negativa, che comunicai agli interessati, e so che tutti ne furono contenti.

Sto a S. Ignazio facendo per mio conto gli Esercizi, dopo attenderò a quelli dei Secolari e poi ritornerò a Torino. V. S. termini la cura dei bagni affinché ritornata possa con tutte le forze attendere al bene dell’Istituto. Prego S. Ignazio di benedirla. Mi abbia in Domino aff.mo