[vol. IX/1, p. 417, n. 1567]
J. M. J.
Torino, 31 luglio 1922
Caro P. Ferrero,
Mi fan pena coteste miserie e quello spirito. Non ricevono certo edificazione gli ultimi arrivati. Cerca di attenuare lo scandalo con tollerare ciò che non puoi concedere. Quanto al trasporto del parlare inglese non avrei difficoltà che si facesse alla sera per avere al mattino la passeggiata più presto e più lunga. Non deve apparire che tu cedi alle loro recriminazioni; ma che avendo perorato il loro desiderio, l’hai ottenuto da me. Tieni però fermo sullo studio e lavoro.
Per la Messa della Comunità non va bene il turno di tutti; meglio sarebbe la dicessi tu. S. Ignazio aggiusterà tutto: coraggio.
Leggi l’unita lettera, e se ti pare opportuna leggila a tutti. Ti benedico, aff.mo in G. C.