[vol. IX/1, pp. 418-419, n. 1568]
J. M. J.
Torino, [31 luglio 1922]
Festa di S. Ignazio
Carissimi in N. S. G. C.,
Per quanto il vostro V. Superiore mi scriva bene di voi e della vostra osservanza, il mio dovere e l’affetto che vi porto mi obbliga a pensare un po’ male, non di tutti e neppure della generalità, ma di alcuni professi e novizi, dei quali ben conosco il carattere.
Avevo fiducia che dopo tante cure usate per avanzarvi nella perfezione avessero tutti fatto maggior profitto nella Santa obbedienza e spirito di sacrificio. Specialmente per ottenere il miracolo della guarigione del nostro Ven.mo V. Rettore. Dovrebbe essere impegno di tutti il fare tanti sacrifici quotidiani senza mormorazioni o proteste. Ricordate il fatto della sorella di Mosè.
Mi duole che da qualche tempo si sia introdotto nella Casa il pessimo spirito di giudicare di tutto e specialmente dei Superiori. Guai se non cessano le sussurrazioni, che in passato non c’erano. Gli autori se ne confessino e ai piedi di S. Ignazio facciano serio proponimento di emendarsene e di correggersi fraternamente.
Desidero che si legga in pubblico e si mediti la lettera sull’ubbidienza di S. Ignazio, ve ne mando copia.
Sicuro della vostra buona volontà, vi benedico paternamente, e sono in Domino Vostro aff.mo in G. C.