[vol. IX/1, pp. 482-483, n. 1593]
Torino, 28 ottobre 1922
Carissimo Monsignore,
Mando a V. E. l’estratto dei conti che trovai nei registri miei, dell’istituto e del compianto V. Rettore. Da questi potrà dedurre le offerte che ricevemmo dalla Ledockoscka e dalla Propagazione.
Il Signore ci benedice nel numero degli accorrenti all’istituto, che sono chierici N. 74, sacerdoti 11, e coadiutori 13; in totale 98. Di più una trentina di studenti. Con tanti le spese del mantenimento sono gravissime e nel trimestre Ag.- Ott. sorpassarono le Lire 100.000, che io non avevo. Si aggiungano le forti spese per terminare la casa delle Suore, e poi della casetta del Capitolo e dei ritornanti dall’Africa. Ciò le dico perché si soccorra da tutti ai nostri bisogni. E ciò lo potrà fare per ora il solo Kenya, mentre il Kaffa abbisogna tuttora di nuovi soccorsi, e l’Iringa necessita di tutto per il suo incominciamento. Perciò prego V. E. d’inviarci denari, traendoli donde può anche vendendo dei nostri fondi, di cui conservo nota, o rimandandomeli all’occasione per consumarli.
V.E. deve avere ancora qualche cosa al Credito Italiano, invii cheque con la Procura, di cui abbisogno per la consegna dell’eredità del V. Rettore. Favorisca subito mandare al P. Panelatti almeno franchi 30 mila, di cui fa pressante domanda.
D’ora in poi V. E. ci aiuti quanto può per non essere obbligati a chiudere la porta a tanti, poiché le offerte dei fedeli non bastano più al vitto e alle spese dei viaggi; ed io ho quasi esaurito ogni mio avere. Il caffè inviato non basta. Mi pare si dovrebbe soprassedere alle spese delle Chiese.
Fra pochi giorni, 6 novembre, riunirò il primo Capitolo; si parlerà e discuterà di tutti i bisogni spirituali e materiali delle missioni e dell’istituto; e poi io mi ritirerò per trascorrere in pace gli ultimi giorni della logora mia vita.
Ho dato ordine che Le spediscano i disegni richiesti da Lei, dei quali pare che il V. Rettore ne abbia già mandati alcuni. Per di Lei norma sappia che qui non possiamo più occuparci di tali gravi cose.
Il Padre della Piccola Casa è sempre ostinato; appena sepolto il V. Rettore mandò Suor Scolastica ad intimarmi che andando prossimamente a Roma avrebbe parlato del mancato totale rinvio delle sue Suore. Gli risposi che facesse pure, ma dicesse anche della nostra impossibilità e della nostra intenzione di farlo al più presto. Detta Suora ormai anch’essa, forse per necessità, è tutta delle idee del Padre; protestò di non voler essere più interessata, e mi disse che V. E. non le scrivesse più.
Ho ordinato anche relazioni di Battesimi al Kaffa e ad Iringa.
I tre Chierici di costì non cessano d’importunarmi; pare che il loro Sacerdozio sia necessario per la vita del Kenya; V. E. si attenga a quanto feci rispondere al P. Cravero, e vi aggiunga pure tutte le sue facoltà che secondo loro sono amplissime.
Il Signore ci assista e benedica...aff.mo in G. C. Ammettere ai voti perpetui P. Borello Giovanni ed altri se vi sono. – I Coadiutori incominciando da Giuseppe prima due quinquenni