[vol. IX/1, p. 508, n. 1598]

J. M. J.

Torino, 18 novembre 1922

Carissimo Angelo,

Mi ha fatto viva pena la tua lettera del 20 agosto; ma con la venuta di P. Gillio rimasi consolato per le tue mutate disposizioni. In quel frattempo ho pregato molto per te e ti raccomandai al caro V. Rettore, perché dal Paradiso non permettesse che dopo tanti sacrifici fatti perdessi così miseramente la santa vocazione. Anche al presente ti dico coraggio, e ti esorto vivamente a perseverare costì, dove la tua mano è necessaria. Persevera con costanza, non pensando solamente ai sacrifici e ai difetti degli altri, ma anche ai tuoi, e al premio che ti aspetta come santo e forte missionario: Merces tua magna nimis. Queste sono certamente le parole che ti dice dal Cielo la tua buona e cara mamma.

Come fossi presente ti abbraccio e benedico, con tutti i miei cari Coadiutori aff.mo in G. C.