[vol. X, p. 156, n. 1762]

Torino, 10 novembre 1924

Rev.de e carissime in N. S. G. C.,

Vi portino queste poche righe i miei auguri di tante benedizioni celesti a bene vostro e di tante anime da salvare. Non vi dimentico mai presso la nostra cara Consolata, e La prego che vi assista, consoli e renda fruttuose le vostre fatiche.

Ritenete come scritta personalmente a ciascuna questa lettera, non potendo fare di più.

Vi benedico nel Signore, e credetemi sempre Vostro aff.mo in G. C.