[vol. X, pp. 284-285, n. 1776]

Torino, 11 maggio 1925

Carissimi figli e figlie in N. S. G. C.,

Sento il bisogno di aprirvi, miei cari figli e figlie, il mio cuore ripieno di intime consolazioni per la solenne Beatificazione del nostro D. Cafasso. Voi sapete quanto anelavo a questo giorno, e quanto abbia fatto per raggiungerlo. Finalmente dopo tante sollecitudini di trenta anni, vi giunsi, e nella piena dell’allegrezza debbo manifestarmi a voi che formate la mia corona ed avete sempre partecipato alle mie pene ed alle mie gioie.

Il giorno 3 del corrente maggio ebbi la fortuna di portarmi a Roma, e colà godere Feste veramente celestiali, che solamente a S. Pietro e nella nostra S. Chiesa si possono gustare. Il S. Padre fu per me tutta bontà, e così pure tutti i Cardinali e Prelati.

Non è a dire se vi abbia tutti ricordati in quel solenne momento, in cui venne proclamato il Decreto Papale e venne scoperto il Santo Dipinto. Ho vivamente raccomandato al Beato il nostro Istituto, ed implorato per voi tutti le grazie necessarie ed utili alla vostra maggiore santificazione e per la conversione degli infedeli. Il Beato Giuseppe Cafasso è Patrono del Convitto di cui fu il Confondatore, il lustro, e il modello delle anime pie specialmente ecclesiastiche; ma è pure nostro speciale Protettore e come dite «vostro Zio», e come tale lo dovete onorare e imitarne le virtù. Egli in Paradiso vi farà da potente intercessore in tutti i vostri bisogni, e così zelante della salute delle anime, vi aiuterà nel lavoro delle Sante Missioni.

Vi manderò le Sacre Immagini che collocherete nelle vostre Chiesette; ne celebrerete le Feste e l’Ufficio, e gli renderete tanti ossequi lungo l’anno. Io penso con ciò di avervi procurato un gran mezzo di perfezione, e di avere in parte compiuta la mia Missione a vostro riguardo. Pregatelo anche per me affinché il Beato mi ottenga di finire bene la mia carriera e possa, a suo tempo, raggiungerlo nel bel Paradiso. Vi benedico di gran cuore aff.mo in G. C.