Un ragazzo una volta mi diceva (questo mi ha fatto impressione): “Io ero inclinato a dire delle bugie”; la mamma dice che gli ha detto:”Guarda, ogni volta che dici una bugia, vai in camera e segni una croce con la lingua sul pavimento, ma fallo per amor di Dio”. In principio dice che andava, ma far la croce con la lingua pareva una cosa, e puliva il pavimento. E la madre gli ha detto: “Non così, non sputare dopo”. E dice che gli è andata via la voglia di dir delle bugie. (cfm,II, 525)

Un signore un giorno si è presentato a me e mi ha detto: due anni fa mi son confessato facendo la confessione generale - non c’è mancanza di sigillo perché tanto voi non sapete niente chi sia - e mi ha detto, son sempre stato tranquillo e adesso comincia a venirmi qualche turbamento: devo tenermi tranquillo nei dubbi che mi viene? - E, sì deve lasciarla star lì.  (cfm,II, 573)

Quando ho da confessare qualche scrupoloso dico sempre quel lì: Fa quello che ti dico io, non sei tu responsabile, me la prendo io. Se non vogliono poi lasciarti entrar in Paradiso, di’ così che rendo poi conto io. E se son poi già là mandami poi a chiamare.  (cfm,II, 808)

Io conosco un sacerdote tanto buono, di un ingegno straordinario, che farebbe tanto bene, ma cosa mai, è pieno di scrupoli... per deciderlo a dir Messa bisogna tirarlo fino all'altare.  (cfs,II, 568)

Io ho conosciuto una persona, nientemeno che un sacerdote zelante, il quale era sempre assalito da queste prove [contro la castità]. Il Signore prova le anime predilette. Veniva matto perché voleva mandar via quella roba lì! Diceva sempre: No, no, no... e veniva che era persin stanco e non sapeva più se era caduto o no; voleva sempre far l'esame, ma era come battere sull'incudine. Io gli dicevo: Ma non bisogna combattere, bisogna fare come S. Agostino che si metteva nelle piaghe del Salvatore e lì stava tranquillo. Non bisogna combattere, bisogna scappare.

Questo è importante per voi che andate in missione. Veniva matto quel povero sacerdote; giorno e notte non poteva più togliersi quelle cose dalla testa. Non voleva dir Messa se non si confessava tutti i giorni. Io gli dicevo: Quando so che è solo per questo lo faccio aspettare quindici giorni, e non faccia più esami. Lui mi diceva: Vado a dir Messa in peccato mortale!; ed io: Ma sì, vada per ubbidienza. - E gli è passato tanto bene. Non studiava neppur più.  (cfs,III, 308-309)

C'era un sacerdote che aveva di queste tentazioni [contro la castità] e veniva matto perché pensava sempre a quello, faceva esami su esami, s'impauriva, si confessava tutti i giorni. Venne da me; gli dissi di star tranquillo e di fare come S. Agostino che trovava tota requies in visceribus Salvatoris; ed invece di confessarsi tutti i giorni lo feci stare un mese senza confessarsi. E mi diceva: "Non vado a dir Messa col peccato mortale". "Vada per ubbidienza" io gli risposi... Ebbene, dopo un po' di tempo si mise a posto.  (cfs,III, 313)

Qualche giorno fa c’era un sacerdote, un profugo che aveva da andare a confessare delle suore, e mi domandava consiglio, come doveva fare. E gli dicevo: sia breve! Il confessionale non è un pulpito! Non è il luogo. E’ vero che è maestro, ma non è predicatore.  (cfm,II, 574)

Stamattina è venuto un religioso da me e diceva: “Mi veui meuiri! Mi veui meuiri!” - Oh... vuol morire tanto presto! Gli do subito la benedizione papale... Ma è sicuro di andare in Paradiso? Ma... spero nella misericordia di Dio... - Ma è sicuro? La misericordia di Dio c’è oggi, domani, certo, ... ma non c’è forse ancora per Lei che vuol morire adesso, senza che lo voglia il Signore. Morire perché comincia già ad avere dei malanni, a sentire un po’ più le croci, fastidi... questo non è più fare la volontà di Dio.  (cfm,II, 650)

Io dico sempre alle mie penitenti e ai miei penitenti, di mai andar via senza passare alla Madonna delle grazie, e stender le mani il più possibile per ottenere tutte le grazie di cui hanno bisogno. Passano di là tutti i giorni.  (cfm,III, 594)

Una persona una volta mi diceva: Mi permetta di piangere solo un’ora!... - Piangere?... Perché vuol piangere? I suoi peccati? - No... così... per uno sfogo!... - Uh! che goffaggine... tenga dentro quelle lacrime! Piangere per uno sfogo!... - Eppure fa tanto bene piangere un poco... - Ma se vuol piangere, pianga sulla Passione del Signore... s’inginocchi lì col Crocifisso!... ma piangere goffamente per uno sfogo... chi ha poi già visto?  (cfm,III, 533)

Una persona, una volta, mi domandava che gli permettessi di piangere almeno per un’ora, puramente per uno sfogo, così... Ma come?! senza nessun motivo, piangere puramente per uno sfogo: che stupidaggine! Se fosse piangere per i peccati!... anche S. Pietro ha pianto per tutta la vita in modo che gli si son fatti due canali sulla faccia! ma non per delle storie... e neppure per scrupoli.  (cfm,III, 558)

Una volta è venuto da me un framassone di prima riga; si è convertito, ed aveva fatto tutto proprio bene, e poi mi diceva: “Adesso, se non fossi ammogliato, mi farei religioso”. Ed io gli ho risposto: “Cominci ad essere un buon cristiano; e poi ci sarebbe ancor molto da pensarci e delle dispense da chiedere...”.  (cfm,III, 401)

Un giorno venne un tale a confessarsi che da 19 anni non si confessava più: aveva 65 anni. Credeva di dover impiegare per la sua confessione vari giorni, poveretto! Il Venerabile diceva che in un quarto d'ora faceva qualunque confessione. Quello là si immaginava di stare un quindici giorni lì a pernisé in confessionale ed invece in un quarto d'ora abbiamo fatto tutto. Aveva incominciato a dire: "E' tanto tempo che non mi confesso più". "Eh! quanto sarà?". "Oh! è tanto tempo, tanto tempo...". E non osava dire quanto tempo fosse. Allora gli dissi: "Son forse quarant'anni?". Ed egli incoraggiato, poiché avevo detto un numero che sorpassava di molto il suo, "No, no, rispose, sono diciannove", e così dopo aver detto il numero degli anni (cosa che forse lo spaventava di più), fece la sua confessione.  (cfs,II, 568)

Certi dicono: Io ho fatto molti peccati, perciò devo sempre piangere. Ma no, il Signore li ha perdonati. Perché sempre mettergli davanti quel piatto? A certi ho dovuto proibire di fare degli atti di contrizione ed ingiungere di fare invece atti di carità. Quando siamo perdonati, perché continuare a chieder perdono?  (cfs,III, 232)

Si possono avere ricchezze e non essere attaccate ad esse, come la Principessa Clotilde che ne aveva ed era ben distaccata. Voleva farsi Carmelitana; l'ho consigliata per motivi particolari, a non farsi. Viveva proprio in tutto come una religiosa ed avrebbe effettivamente voluto distaccarsi dalle sue ricchezze.  (cfs,I, 315)

Un giorno una persona mi diceva: Mi ci vogliono tre o quattro giorni a mettermi a posto quando ho qualche dispiacere. - Troppo, troppo, dissi io, bisogna mettersi a posto subito...  (cfs,III, 205)

Ad un bravo sacerdote che vive di fede, ricevendo N. Signore, deve parer proprio di mangiare la carne di N. Signore. Un buon cattolico una volta mi diceva: Io quando faccio la Comunione sento proprio il gusto del sangue di N. Signore.  (cfs,II, 430)

Quando viene da me qualche maestra, le dico sempre di essere devota dell'Angelo Custode dei suoi allievi. Così le mamme dovrebbero avere la divozione agli Angeli Custodi dei loro figli.

Invece di star lì a sgridarli se non fan bene, dicano un Angele Dei di cuore e farà lui...  (cfs,I, 178)

Una persona una volta diceva a me: E' inutile che mi voglia far venir buona; non ho voglia. - Ma chiedila al Signore questa voglia, digli che te la dia per forza.  (cfs,III, 152)

Una volta un penitente che non voleva lasciare le occasioni prossime... e era lì indifferente, e quasi si burlava; “non volete darmi l’assoluzione, ne faccio senza”. Se ci fosse stato Don Cafasso, pensavo tra me, oh, Don Cafasso convertitelo! Poi mi volgo, ed egli piangeva; e si convertì. Si sente la grazia! E continuò poi bene, ed ha dovuto fare dei sacrifizi.  (cfm,I, 556)

Una volta un Signore venne da me, era uno studente di Università, e mi dice: “Ho accettato il suo consiglio di confessarmi tutte le mattine, ma il dopo pranzo andato di nuovo con quel compagno son di nuovo caduto”. Ed io gli risposi: “Si è creduto invulnerabile, e perciò è caduto. Non bisogna mai credersi invulnerabile.”  (cfm,II, 156)

Poco tempo fa, vedete, venne da me un prete secolare, un vicecurato, e mi diceva: “Senta io antepongo la meditazione alla recita del Breviario, così al mattino per prima cosa (ci sarebbe da recitare il Breviario) ma per prima cosa io o prima o dopo di celebrare la S. Messa, secondo l’ora che mi tocca a dirla, faccio la mia meditazione. E certi giorni, poi, per accudire gli affari devo poi dire tutto il Breviario la sera, tanto più se non ho potuto recitarmi matutino e lodi il giorno prima. Tuttavia, antepongo la meditazione al breviario, perché pel breviario si trova sempre il tempo, mentre che per la meditazione, se si lascia sfuggire l’occasione propizia, non si fa più. Questa è la mia idea: adesso lei mi dica se faccio bene o no” - “Sì, fai bene, gli ho risposto io, credo che faccia bene, perché è vero che il breviario è di obbligo, tuttavia per il breviario qualunque momento è buono, mentre che per la meditazione se non si prende quell’ora, poiché è necessario un certo raccoglimento, se non si prende quell’ora non si fa più. Perciò credo di poterla assicurare ed incoraggiarla a seguitare a fare così”.  (cfm,II, 177-178)

Una buona Signora mi diceva un dì ch’essa era invidiosa delle suore, perché esse in Paradiso canteranno il cantico sempre nuovo, ed essa no. Le risposi. se non canterà quello, ne canterà un altro pure bello... E restò tranquilla.  (cfm,II, 219-220 msc)

Una signora mi diceva che tutte le volte che vedeva una suora le veniva l’invidia, perché, diceva, quelle sono vergini, ed andranno a cantare l’inno ed io invece no. Eh, via; c’è anche stata S. Francesca di Chantal che era vedova e certamente in Paradiso ci sarà un compenso. E se non canta quell’inno lì, ne canterà un altro.  (cfm,II, 224)