Iermattina sono venuti alla Consolata tante società di giovani, vi erano 32 bandiere; è già il sesto Sabato, ed è il P. Righini che lo fa. Si fa un po’ di carità verso gli altri. Un milione di morti certo si ha già. Quel bravo predicatore si è dimenticato di parlare di S. Valerico, ha parlato tanto della Madonna; e poteva dire: “Si raccomandavano [= si raccomandino] anche a S. Valerico, di cui si celebra la festa”. Non solo alla Madonna: “In te speraverunt patres nostri”, sì, ma S. Valerico è anche uno speciale patrono della città di Torino, e alla Consolata c’è l’altare.  (cfm,II, 135)

Questa mattina ci fu alla Consolata quel colonnello di Mondovì... Colonnello Pirri... per fare le sue divozioni..., è in relazione con D. Burzio, ed era lì venuto in sacrestia, ed ha detto “parto domattina”. - “E... quando l’ha saputo? Per che direzione?” - “E... ha detto, certo non lo sapremo prima di essere nel convoglio”. E sapete che cosa abbiamo detto? Che ubbidienza! ubbidienza cieca! Non sa dove andrà! E si va con una lettera, un biglietto da leggere poi, il generale, e non [so] se il generale lo leggerà al colonnello. E lui lo dice con tanta tranquillità come se fosse la cosa più naturale di questo mondo. Vedete che ubbidienza cieca: ve la facessimo un po’ fare noi questa ubbidienza cieca? (non domandereste): ma dove andiamo? Come? ecc. ... E abbiamo domandato a lui: E la famiglia? “Ma, scriverò poi...”. Vedete si fa esercitare l’obbedienza. (cfm,II, 273)

Dappertutto madri e mogli che vengono alla Consolata a raccomandarsi al Signore, e non si sa dove andremo a finire. [...]

Alla Consolata non si può fare tanto anche per non spaventare. Tuttavia qualche cosa si farà. Sabato, vedete, si farà l’ora di adorazione, poi domenica ci saranno al mattino le funzioni, ci sarà Mons. Castrale, e alla sera il Card. farà l’ora di adorazione.  (cfm,II, 277)

C’era lì alla Consolata un giovane che viene sempre a servir messa lì, ed aveva paura che lo pigliassero, e pregava la Madonna per essere rimandato: ma era abbastanza bene in salute e a dire il vero aveva più fede lui di me; ed io gli faceva coraggio: ma aveva molta fede che la Madonna lo liberasse: e dice che è andato alla visita; e il dottore voleva pigliarlo, lui si vedeva in pericolo, e allora ha pregato la Madonna: O Madonna della Consolata aiutatemi! e allora il dottore lo ha fatto rividibile; cioè gli ha detto che tornasse tra 6 mesi, poi 9, poi hanno detto: per tornare tra nove mesi tanto vale che venga un altro anno. Ed è venuto a dirmelo subito mentre uscivo da S. Giovanni. Era così contento! Vedete? Aveva fede!  (cfm,II, 361)

Ieri alla Consolata è avvenuto un miracolo, cioè una grazia visibile; diciamola solo una grazia; venne male a un soldato, e si sbatteva, e smaniava, e fu subito portato in convitto e fu chiamato il medico dell’ospedale che lo visitò, e poté rimettersi, e lui disse poi che aveva il male caduco, e siccome alla visita non si vedeva non l’hanno mai voluto riformare, e così la Madonna ha fatto che gli venisse male in pubblico e così l’hanno constatato e il medico ha subito preso nome e cognome e ha detto che lo avrebbe riformato.  (cfm,II, 400)

Ieri alla Consolata vennero molti a confessarsi e li esortavamo a star buoni... “S’immagini, diceva uno, che ho la moglie e un bambino a casa e penso sempre ad essi” - “Bravo è un pensiero buono!”. Son tutti soldati del bergamasco e sono istruiti; si confessano molto bene!  (cfm,II, 377)

Stamattina la Duchessa di Aosta è stata alla Consolata, e naturalmente dopo Messa è passata in parlatorio; ha parlato con me, e col Can. Cappella, che... per lei è tutto. E’ stata a Palmanova, va e viene, dice che ha bisogno di Suore.  (cfm,II, 411)

Ieri mattina è venuta in sacrestia una signora, e non osava parlare, era vestita a lutto... “Ma... diceva, faccio sempre atti di rassegnazione! Io non capisco, sono giudizi di Dio... a me non resta che piangerlo per quei pochi anni che ancor mi rimangono!” Eppure era venuta qui a far benedire la Medaglia, aveva voluto che gliela mettesse il prete al collo e poi è andato al fronte, è caduto al primo colpo! Sono misteri..., non osavamo interrogarla.  (cfm,II, 423)

Un capitano che è venuto alla Consolata raccontava che aveva lì sul petto non una medaglia come questa, ma uno scapolare del S. Cuore di quelli dove c’è scritto: Fermati, il Cuor di Gesù è là, ebbene, una palla gli è venuta addosso, dice che ha girato lì attorno, ma non è entrata. (cfm,II, 441)

Così vogliamo passare questo tempo proprio in oratione et jejunio, proprio per ottenere la pace. Questo è il più bel regalo che potete fare a me che sospiro per i nostri, e per tanti altri. Come Rettore sento le spalle gravate da tutti i sospiri e tutte le preghiere. Certa gente vengono proprio a raccomandarsi come se potessi fare, ed io posso solo fare come gli apostoli.

Un caso di questi dì non ve l’ho ancora detto: Un ingegnere che fin da bambino è sempre stato lì, sempre stato divoto della Consolata, sempre a servire la Messa, e portar la torcia, e a qualcuno pareva quasi che si abbassasse troppo. E fu chiamato soldato subito da principio, e subito fu mandato al fronte, e paventava... E’ venuto a pigliare la benedizione della Consolata, e mi scriveva poi di tanto in tanto, e diceva: la Consolata che mi ha salvato, confido che mi aiuterà; e si raccomandava alle mie preghiere. E allora mi rivolgo alla Consolata, e: “non fatemi questo, di lasciarlo cadere, altrimenti perdo il mio credito, e anche voi, il vostro...”. Perché era sempre alla Consolata. Ma ecco che un dì fu ferito. Ed io subito mi son lamentato con la Madonna: Che bella figura facciamo! Suo fratello va a trovarlo, e dice che era gravemente ferito. Fu trasportato al S. Giovanni, e l’unico rincrescimento era di non potere andare a trovare la Madonna. E diceva: Poteva rompermi la gamba, e invece mi ha solo ferito il polpaccio. E vedete, diceva, che era una fortuna. Doveva andare in Albania e allora la Madonna avrà detto: Bisogna che lo tocchi un tantino, e intanto lo ritiro indietro! E perciò è ammalato. E così lui è più contento che se fosse rimasto là. E perciò naturalmente questo fu permesso per una grazia della Madonna. Una grazia, e lui protesta che questa è una grazia.

[...] L’altro giorno in una radunanza dei Signori della Consolata, hanno visto che i fondi erano aumentati, erano molti, non si aveva mai avuto tanto in cassa, e hanno detto: “oh! come va? siamo sempre stati indietro e adesso siamo ricchi!” - Si spiega, ho detto. -  Sono due anni che non si fa più la processione. Promettiamo che se si farà la pace spenderemo tutto per fare più grande la festa, per onorare ecc. Ed ho approvato. Promettiamo pure che esauriremo l’erario. (cfm,II, 454-455)

La gente vengono in sacrestia alla Consolata a domandare se è vero che la Regina Madre ha promesso un milione alla Consolata se si farà la pace. Rispondo che è un desiderio pio... al solito, una diceria... Ha mandato 500 lire giorni sono per i poveri della Consolata. L’ha già fatto quest’inverno e mi sono venuti in taglio!  (cfm,II, 570)

Alla Consolata quei pochi convittori che c’erano, parte sono già andati via, parte, gli altri forse dovranno andare fra poco. Perciò di tutti questi sacerdoti soldati, che hanno il permesso di dormire fuori li abbiamo presi noi alla Consolata: è una carità che loro abbiamo fatto. Così quando escono alla sera possono venire là e sono al ritiro, perché si capisce che durante il giorno in mezzo a tutta quella gente nel quartiere con gli altri soldati un poco almeno si perde dello spirito sacerdotale. Ognuno ha la sua camera. Al mattino la chiude, poi consegna la chiave al portinaio, il quale le mette tutte in un luogo apposta, e ha l’obbligo di notare tutti quelli che non la consegnano. Poi alla sera la riprendono di nuovo dal portinaio. E tutti devono presentarsi: chi non si presenta, il portinaio lo nota, e costui si riceverà poi quello che si merita. Se hanno qualche motivo per cui non possono venire, avvisino prima; non fare come ha fatto qualcuno che veniva a dormire, non adesso, poi stava via quando gli piaceva. C’è stato via uno una volta, fino due mesi di seguito, e poi veniva di nuovo, prendeva la sua chiave senza avvertire niente, come se fosse stato a casa sua. Finché fosse per un giorno... e là. Non avrà potuto venire per qualche affare; due... passi ancora, ma quando è di più... il portinaio non consegna più la chiave. Una volta c’è stato uno e mi fa stupire che era un frate... veniva a dormire, per parecchio tempo, ed io non ne sapeva niente. Non sapeva niente da lui, perché è mai venuto a farsi vedere; almeno venirsi a presentare... io credo che sapesse che c’era il Rettore alla Consolata. Invece... niente!... Ed io gli ho mica detto niente... Lo vedevo qualche volta girare per i corridoi, ma diceva tra me: voglio vedere fin quando la dura così, costui!... Poi è sparito. Ed è stato via un gran tempo, e ci pensavamo neppure più. Ecco che un bel giorno compare di nuovo, e senza dir niente va su alla sua stanza, e la trova chiusa. Il portinaio gli dice: “Sicuro che è chiusa, come tutte le altre... e il Rettore ha dato ordine che non si desse più la chiave a chi restava via più di due giorni”. Ed io non avevo fatto parola al portinaio di quel frate. L’altro risponde: - Come? c’è il Rettore qui? - Eh... sicuro! E lei è venuta tanto tempo qui, senza dirlo neppure al Rettore. Noi qui si usa che quando viene qualche forestiere vada prima a presentarsi al Rettore. Lui allora è poi venuto da me a cercare di scusarsi come poteva. Io in belle maniere gli ho fatto vedere che in una casa bisogna sempre passare per chi è a capo; ma si vedeva che non capiva mica la cosa. Non so se in comunità fossero soliti a fare come ognuno voleva. Ma, vedete, persino il portinaio se n’è accorto che non andava così.

Perciò in questi giorni ho radunato tutti questi Sacerdoti e li ho avvisati di tutte queste cose: in queste sere che non mi vedevate qui, era appunto perché dovevo stare là. Ho detto loro: Lo scopo per cui siete qui non è solo perché possiate ritirarvi a passare la notte; è perché venendo qui nel Convitto, dove molti di voi sono già stati, e vicino alla Consolata, possiate ricordarvi che siete sempre sacerdoti, e conservare lo spirito, che facilmente si perderebbe stando fuori in mezzo a tanti pericoli. Quindi voglio che tutti abbiate la veste: militari lo siete in quartiere, quando siete qui, siete sacerdoti: perciò chi non l’ha ancora la mandi a prendere. E questo dell’indossare la veste credo che non sia un pretendere troppo. Abbiamo preso l’esempio da quel vescovo di Udine, che ha comandato, proprio là, in zona di guerra, avessero la veste per dir Messa. Come!... se lassù il Vescovo non lascia celebrar messa senza l’abito, e noi qui... che siamo lontani dalla guerra... e noi qui... che vergogna! quindi io l’ho detto chiaro: ricordatevi che senza veste non lascio dir messa a nessuno. Poi ho parlato loro delle chiavi della camera e se stavano più di due giorni senza farsi vedere, il portinaio non la restituiva più. “Perché siete qui a gratis, se aveste da pagare, potreste dire qualcosa, ma è una vera carità che vi facciamo, e la facciamo a gratis, perché qualcuno per non pagare abbia poi da dire niente, come ha fatto qualcuno, e scappare e non lasciarsi più vedere”. - Si vede che qualcuno conosceva quel tale che era scappato in quella maniera lì, perché ho visto che poi faceva vista di volergli scrivere una lunga lettera.

Alla sera escono alle cinque, e possono venire subito, così hanno tempo a dirsi il breviario, fare tutto con comodo: però alle nove ci devono essere tutti; dopo le nove si chiude e non entra più nessuno. Al mattino possono celebrarsi la loro Messa prima di andar via: Solo che devono fare in fretta: adesso hanno quel lì che hanno tolto quel permesso che avevano di star fuori fino a una certa ora; adesso per le sei e un quarto devono già trovarsi in quartiere. La sera prima si preparano già tutto all’altare, amitto, calice, pianeta ecc., perché noi alla Consolata si è sempre costumato far così: tutti i sacerdoti che vengono si dà un amitto loro proprio, stessero anche pochi giorni, fa niente; e ognuno usi sempre il suo, non che un amitto giri, all’uno e all’altro. Poi fossero anche usati una volta sola, si mettono a parte, e si mandano alle suore che li lavano e li stirano, e via... così, adesso ognuno ha il suo e ogni volta se lo piega e lo mette a suo posto: alla sera se lo porta giù, ed essendo tutto preparato, al mattino possono far più in fretta, perché non bisogna che perdano tempo. Si alzano alle quattro. Alle quattro e un quarto cominciano le messe: il preparamento se lo fanno alla sera prima, ci sono undici altari, e si servono messa uno con l’altro, e poi si cambiano, tutto, lì all’altare. In principio devono stare a porte chiuse, perché il Santuario non si apre che alle cinque; fosse che potessero fermarsi un po’ di più... ma alle sei devono già aver finito.

Eh...! tutte queste cose le ho dette loro chiare, perché non credessero di farci un piacere a venire lì alla sera. Per noi è un vero disturbo, ma una carità che ci facciamo, quindi prendano la cosa sul serio e si mostrino riconoscenti.  (cfm,II, 563-564-565)

(Dice ancora come desiderino prendere il locale annesso al Santuario per mettervi i soldati; e qui, con confidenza esclama:) E' interesse della Madonna, si aggiusti Lei. Io le dissi: Vi tolgo tutti i cuori (per via di prudenza, essendo la chiesa facilmente accessibile dal convitto)... La svesto; mettete anche quell'intenzione, che la Madonna non dia quello scandalo.  (cfs,II, 40)

(Parla dei soldati e, tra le altre cose, racconta come al mattino una cinquantina di alunni dell'Accademia Militare, guidati da un loro compagno sacerdote, si recarono alle 10 e mezzo alla Consolata ove assistettero alla S. Messa celebrata dal medesimo, ed anzi una ventina di loro fecero la S. Comunione). Alle 10 e mezzo la Comunione!...  (cfs,II, 34)

E' qualcosa che fa male vedere nella Consolata una madre piangere di qui, un'altra di là; vedere quanta afflizione vi sia nelle famiglie. Conoscevo un bravo giovane studente d'ingegneria, ora soldato, che è stato colpito da una palla in una gamba... Era un bravo giovane, devoto della Consolata, senza rispetto umano; ebbene, l'altro giorno mandano a dire alla famiglia ch'era stato un po' ferito; l'altro fratello avvocato accorre per vederlo, e viene a sapere come facilmente la gamba dovrà venire amputata. Pregate affinché il Signore salvi quella povera gamba; mi pareva che a quel giovane lì la Madonna dovesse fare un'eccezione. Adesso lo trasporteranno qui, e voi pregate perché in qualche modo la gamba sia risparmiata.  (cfs,I, 256)

Alla Consolata ho dovuto far mettere in sacrestia l'avviso: E' proibito a qualunque sacerdote di celebrare senza l'abito ecclesiastico - perché venivano lì tranquilli in divisa ed andavano a dir Messa senza la talare. Ho fatto fare mezza dozzina di abiti, perché potessero cambiarsi; ma si dà solo a quelli che stanno fuori Torino; gli altri devono portarsi il loro. Un giorno ho veduto uno dir Messa lo stesso. Gli dissi: Ma non sta qui lei? E perché non veste l'abito? Mi rispose che l'aveva a casa, ma i suoi non lo trovavano. Ma come? un abito ecclesiastico non si trova? Non dice più Messa qui, aggiunsi. Riportai il fatto al Cardinale e mi approvò.  (cfs,II, 369-370)

I tempi son brutti, ma voi non dovete pensare a quello. (E se venisse la persecuzione, Padre? interroga una sorella) Se venisse la persecuzione? Eh! se venisse, noi al Santuario, staremmo attenti a portar via il SS. Sacramento e poi il quadro della Madonna. Ci metteremo davanti all'altare e se voglion prendere il Santissimo, prima devono trapassare, uccidere noi; così saremo vittime del SS. Sacramento. E voi, qui, farete lo stesso.

Quest'anno non mettiamo neppure la corona di brillanti veri alla Consolata, perché in questi tempi..., non la mettiamo neanche tanto per il valore in sé, quanto per evitare il disprezzo. Ah, sì, sì, son proprio brutti i tempi, purtroppo; però non ci impediscono di farci santi.

[...]

Sì, si vede ancora un po' di bene, ma non è più come una volta. Alla Consolata si fanno ancora tante Comunioni, ma non ci sono più quelle confusioni che c'erano al mattino per il passato. Se ne distribuiscono ancora, sì, ma piuttosto di continuo, e sul più tardi; la gente non si alza più tanto presto per venire in chiesa.  (cfs,II, 605)

Vedete, c’era un bravo giovane, che avrete visto anche voi, veniva tutti i giorni alla Consolata, era immancabilmente là a servir Messa, e ad assistere alla Comunione, sempre, e notate, mi hanno fatto osservare che quel giovane portava la torcia... neh! voi che dite sempre per quel benedetto dito!... ebbene, lui portava la torcia, e l’altra mano, sempre lì sul petto! Era un avvocato, un signore che stava lì, vicino alla Consolata. E’ partito con un certo presentimento di non più ritornare. Ma prima di partire ha detto alla mamma: “Sta tranquilla che mi terrò sempre in grazia di Dio, questo te lo assicuro che morirò in grazia di Dio”. Ed era veramente un bravo giovane. Veniva in sacrestia (e... a un prete qualunque che incontrasse domandava: “Questa mattina è capitato così e così, posso andare alla Comunione?” - “Sì, tira dritto!”. E lo conoscevamo tutti, proprio un’anima intatta). Oggi la gazzetta fa un bell’elogio! Coi suoi pensieri più intimi del suo cuore. Abbiamo pregato e speravamo che il Signore lo risparmiasse. Ma... i giudizi di Dio sono differenti da quelli degli uomini! E l’ha tolto da questo mondo. Il suo cappellano dice che quel mattino gli ha servito la Messa, e ha fatta la Comunione. Tanti soldati vanno a trovare la mamma che è veramente desolata!... Mi diceva: “Mi assicuri che è in Paradiso e mi basta!” - “Glielo assicuro proprio, ne sono intimamente persuaso!”.  (cfm,II, 665)

Avevo alla Consolata un domestico che faceva andar matti perché la sua porzione di pane [razionato per la guerra] non gli bastava, ed ancora notate che le suore gli davano in più il pane che si avanzava dalla tavola dei superiori. Allora gli diedi dei soldi per comperarsi il pane. Ma va' a trovare il pane adesso!... Allora gli dissi: "Va' a casa; là potrai mangiare quello che vuoi!". Vedete come siamo!... Certa gente... non vogliono capire!  (cfs,II, 299-300)

Anche noi abbiamo fatto un voto alla Consolata, di fare una lapide... non siamo noi, sono delle buone persone... Si vede un po’ di risveglio... Si sente da tutti il bisogno di una finitiva e speriamo che verrà. Speriamo nella Madonna, è il rifugio di tutte le nostre miserie, è la speranza dei disperati... di tutti i disperati: non si può più dare alla Madonna altro titolo più di questo di speranza dei disperati.  (cfm,III, 21)