(Ven.mo Padre di ritorno da S. Ignazio). Là, proprio davanti alla statua di S. Ignazio, ho domandato molte grazie per voi, grazie che avete già ricevute o che riceverete.  (cfs,I, 143)

Siete persuase che non vi ho dimenticate, ed ai piedi della statua di S. Ignazio ho dette tante, tante cose per voi?

Gli Esercizi andarono bene; spero che voi avrete cooperato colla vostra buona condotta, col sacrificio e colle preghiere. Un esercitante secolare mi disse: Questi Esercizi vanno divinamente bene. - Troppo, troppo! esclamai io. - No, ripeto, dico che vanno divinamente bene. - Ebbene quella gente, benché non avvezza al silenzio, appena suonato faceva subito silenzio; così pure le suore della cucina dissero che nessuno venne a domandare o una tazza di brodo o di caffè ecc. Ringraziamo il Signore che le cose siano andate così bene.  (cfs,I, 398)

Altro regalo che vi portai dagli Esercizi di S. Ignazio sono alcuni pensieri d'una predica sulla tiepidezza. Quest'argomento venne trattato nell'anno passato ai Sacerdoti, ed in quest'anno ai laici.  (cfs,I, 400 msc)

Una volta a S. Ignazio il Ven. Don Bosco disse a me che parlando egli con Don Cafasso circa l'istruzione della gioventù, diceva: Oh! basta che in mezzo a quei giovani si possa fare un po' di bene; e il nostro Venerabile: Non basta fare un po' di bene, ma bisogna fare tutto bene. E soggiunse: Il bene bisogna farlo bene. Don Bosco poi contava a me che in quel momento avevano disputato un poco, si vede che avevano tutti e due un po' di prurito per disputare... (cfs,I, 419)

A S. Ignazio un predicatore (P. Oldrà) fece una bella predica sul peccato veniale; io ne presi appunti anche per voi, che uniti a qualche mia considerazione vi faranno del bene.  (cfs,I, 151 msc)

Non volevo credere che negli Esercizi dettati ai sacerdoti fosse tanto necessario battere sul peccato mortale, sull'inferno e sul giudizio; ma mi sono persuaso che andava tanto bene.  (cfs,II, 275)

A S. Ignazio una persona mi ha portato un liquore... (non so che cosa fosse)... per bere per strada.

Porta via questa roba - e non ho preso niente. Più si prende e peggio è.  (cfs,II, 324)

Un giorno a S. Ignazio, andavano a passeggio i ragazzi, ed avevano tutte le provviste da portare. Io ho osservato bene. Certuni facevano i folli, giravano qua e là perché non rimanesse più nulla per loro. Guarda come si delinea la gente comoda! Alcuni si son messi subito avanti per prendere la roba, ma si doveva loro dire: No, tu sei troppo piccolo. In altri, invece, c'era lo studio per fuggire il lavoro.  (cfs,II, 368)

Ritornato dai Santi Esercizi, vi porto, come al solito, un ricordo. Ed è su ciò che fece a me più del bene; spero che lo farà pure a voi. I tre gradi di umiltà.  (cfs,II, 621 msc)

Ebbene? Ho detto che da S. Ignazio avevo portato ancora un pensiero. Voi credete chi sa che cosa sia e perciò bisogna che ve lo dica; quando si torna da S. Ignazio bisogna portare anche qualche cosa per voi. Questo pensiero l'ho tolto da una meditazione che, direi, è stata la mia meditazione predominante degli Esercizi. E' quella di S. Ignazio dove parla dei tre gradi di umiltà. Mi piace tanto questa considerazione; si potrebbe meglio dire: tre gradi di umiltà ossia tre gradi di perfezione.  (cfs,II, 621-622)

Una religiosa, siccome non può domandare quelle cose che sono contro l'obbedienza, ha solo da accettare quello che viene. Facciamo così! Questo è il ricordo che vi ho portato da S. Ignazio. A me ha fatto tanto bene, ne farà anche a voi; l'ho meditato tanto e poi ve l'ho portato. Proponetevelo.  (cfs,II, 625)

Che al vostro ritorno S. Ignazio non abbia a dire: Andé pura, a saria stait mei che fùise gnanca vnue. Io lo guardavo nel tempo degli Esercizi, per vedere se stringeva od allargava le braccia, ma non è stato lì a fare un miracolo per quello.  (cfs,II, 631)

A S. Ignazio durante gli Esercizi i numerosi Sacerdoti che celebrano nel medesimo tempo la S. Messa, la dicono con un tono di voce più basso per non disturbare.  (cfs,III, 7)

Una persona mi diceva: "Ah, se io fossi cappellano a S. Ignazio, come studierei!...". - "Studieresti niente" gli risposi. Io sorrido quanto sento dire che c'è tanto lavoro. Più lavoro c'è e più ne farete.  (cfs,III, 55)

S. Ignazio, quand'ero lassù, l'ho sempre pregato; guardavo sempre se rideva o no. Di là i ragazzi mi han chiesto se rideva ed io dissi loro: Aspetta che andiate voi per ridere. Era lì con una buona aria!...  (cfs,III, 105)

(Riferendosi ai pochi giorni passati a S. Ignazio, il nostro Ven.mo Padre dice:) Quante cose ho fatto in quei giorni! Ho incominciato a pregare adagio adagio; poi ho letto diversi libri di santi, e poi avevo ancora del tempo d'avanzo! Che cosa fare? guardare in aria? No! Mettermi a studiare? No; non ero andato per quello. Ed allora mi mettevo poi a guardare i campanili dei dintorni dove c'erano i tabernacoli.  (cfs,III, 106-107)

A S. Ignazio ho sempre pregato per voi, perché lavoraste sempre alla maggior gloria di Dio e con attività: le mulanciue non le voglio.  (cfs,III, 277)

Dopo gli Esercizi dei sacerdoti, li ho fatti anch'io gli Esercizi: li ho fatti tutto solo. Stamattina avranno terminato quelli dei secolari. - Ho pregato tanto per voi: facevo il mio giro dal S. Cuore, dalla Madonna e da S. Ignazio; mi fermavo a tutti gli altari. L'ultima volta mi son sfogato con S. Ignazio; gli ho detto: se non ti vedo più...  (cfs,III, 441)

Ancora una cosa: alcuni anni fa un giovane era tutto rattratto da una malattia di nervi, dal nervoso; e non si sapeva che cosa fosse questo; e non si poteva guarire, si provarono tutti i rimedi, ma non giovarono a nulla! Ed è venuto a fare gli Esercizi a S. Ignazio; ed io ho voluto interrogarlo: “ma mi dica un po’, parliamoci chiaro... questa è una malattia fisica?”. E allora mi rispose: “lei ha indovinato!...” - a forza di darsi ad ogni sorta di questi peccati... sarà anche stato debolezza fisica, ma fatto è che per queste cose il Signore ha permesso che venisse in questo stato; e di mano in mano che si è messo a posto ed ha cominciato a fare le cose bene stava sempre meglio, ed il corpo si è ristabilito un po’. (cfm,II, 762)

Gli altri a S. Ignazio fanno belle passeggiate, andrete anche voi, mettete buone gambe, andrete fino lassù alla Pio. (D. Dolza propone di passare per Rubiana). Oh! no, è troppo lungo! Andare fino a Viù!... con tutti quei giri... fino a S. Ignazio. Pare sempre vicino e non finisce mai. D. Dolza sì; è come un cammello! L’ho fatto anch’io un giorno quand’ero giovane. Durante queste vacanze volevo fare anch’io delle passeggiate. Durante gli Esercizi non sono uscito, e l’ultima settimana ho voluto andare alla Croce. Girai attorno, ma non trovai i sentieri. Le Suore della Consolata (Santuario) ci sono andate, un altro giorno ci andai di nuovo col domestico, e si mise a piovere; il giorno dopo piove di nuovo... e non ho visto la Croce...  (cfm,II, 333)

Un predicatore di S. Ignazio quest’anno ha fatto una predica così bella, così precisa sul peccato veniale, che ho detto: vado a Torino e lo dirò a loro. Ed ho preso gli appunti.  (cfm,II, 349)

Ho fatto anch’io gli esercizi: tra i due esercizi, le due mute, quella dei preti e quella dei secolari, io li unisco assieme, e ne ho fatto un buon esercizio anche per me, per non dare sempre solo agli altri, come le campane, sapete, le campane chiamano gli altri alla chiesa, ed esse stanno sempre fuori. E così, nelle prediche, meditazioni, esami, con tutto insomma, pensava facendomi buono io, pensava anche a voi. Per voi e per me. [...] Così i buoni pensieri, prima per me, e poi anche penso a voi. I buoni pensieri che hanno fatto effetto a me, lo facciano anche a voi.  (cfm,II, 634)

Anche per i Sacerdoti D. Paleari, e lui si capisce, faceva le prediche tutte scolasticamente; era preparato. Per i Sacerdoti ci vuole quello. Invece quello delle meditazioni, il Rettore degli Artigianelli, eh... non era preparato. Io l’avevo avvisato prima, perché quando si è preparato, allora fa delle belle prediche, ma quando non è preparato... Adesso gliel’ho detto: “Guardi, poco tempo fa lei ha fatto le Quarantore a S. Barbara, ed io ho mandato a sentirlo, ma là non era preparato e batteva l’aria; adesso per i Sacerdoti tutta roba così la sanno già”. Ma sì... è venuto su, e non era preparato.

Una cosa che ho notato specialmente negli esercizi dei Sacerdoti, come osservavano il silenzio: quest’anno proprio in modo perfetto. Per i secolari invece l’affare cambia: per loro il silenzio è ancora un x. C’era una figlia che alla fine della settimana è venuta a prendere il padre, e sentivo che gli diceva: “E bin l’asto faie dabin gli esercisi?” - “Guarda, l’hai faie tan da bin, che a j’era un ca parlava, e ‘i Retur a l’a mandami mi a diie ca feisa silensio” - “Ma a lelu peui nen perché ‘t parlavi trop ti?”. E io là vicino soridevo. Era proprio come diceva la figlia. Quel tale non c’era nessuno buono a fargli fare silenzio, ed io una volta che ce n’era un altro che parlava, gli ho detto: “Ca guarda, ca vada ‘n po’ a die a cul om là ca fasa silensio”. E lui è andato tutto contento, credendo che l’avessi mandato perché lui osservava tanto il silenzio.  (cfm,II, 645)

Un’altra notizia. Quest’anno andiamo a S. Ignazio. La settimana ventura partirete, andrete là, c’è buona acqua. Vedete, quest’anno sono andato anch’io a fare passeggiate. Venendo vecchio si viene più arzillo. Sono 36 anni che vado a S. Ignazio, 36 volte che faccio gli esercizi eppure mi sono sempre accontentato di vedere la croce da lontano, da S. Ignazio. Preso il mio domestico e ho detto: ah! andiamo, faccio la passeggiata alla croce. E sono andato proprio fino là. Sono partito alle otto e sono arrivato verso mezzogiorno. E l’altra volta che dopo il passeggio ho trovato il Sig. Prefetto, e sono andato fino a Lanzo, e poi fino a Torino, e il giorno dopo sono ritornato su. L’indomani ero già di nuovo a Lanzo. Se uno si sloga un poco! anche sgranchirsi un po’! Santa pace! eh! uno si rafforza un po’. E l’ho fatto e mi sono mica pentito d’averlo fatto. Adesso vedremo voi altri che cosa sapete fare.  (cfm,II, 637)

Vado a Sant’Ignazio e vi attenderò lassù. Nelle vostre preghiere mettete le mie intenzioni e anche quella ch’io possa prendere un po’ di forza se ciò è volontà di Dio e benedica questo tempo d’ozio cristiano.  (cfm,III, 688)