Adesso pare che l'ubbidienza sia facile, ma all'atto pratico!... Sono io stesso che ho dato ordine di fare questi cambiamenti nelle stazioni, ed ho raccomandato a Monsignore di non badare a niente. Prima si guarda al bene dell'individuo e allo spirito dell'Istituto, e poi...  (cfs,I, 149)

Altre volte un superiore dice un no a qualche cosa...; si accetta..., ma la prima cosa è di contrariare quel che si è detto... Ottengono allora un altro no ed essi stanno zitti, ma poi nell'interno muovono altre pedine, finché non ottengono quel che vogliono. Ed allora i superiori per finirla magari acconsentono. - Quello lì è nostro capriccio, nostra volontà. E' successo a me un caso simile. Esaminate le cose come stavano, ho detto un no ad una persona. Questa mi scrive subito, nello stesso giorno, una lettera. Io gli risposi che a farmi osservazioni aveva fatto bene, ma avrebbe fatto meglio a fare l'ubbidienza intera. In conclusione poi ho nuovamente detto di no. M'aveva scritto con l'idea di farmi cambiare il no in sì, ma io, se avesse anche persistito nella cosa venti volte, avrei sempre risposto no. Solo oggi è successo, sapete! Guardate come le cose sono pratiche.  (cfs,II, 391)

Dico sempre alla superiora che quando cambia i posti non ne dica il motivo... In Africa se non ci daranno poi ragione delle cose!... Diedi l'ordine di cambiar tutti i superiori nelle stazioni di missione senza dar ragione; deve essere così, altrimenti non è obbedienza; dobbiamo sballottarvi tutte... Voglio cambiarvi tutte; gliel'ho già detto (alla Superiora). (E qui con un sorriso:) Non volevo dirlo ma... adesso l'ho già detto.  (cfs,I, 315)

Non - quando andrete in Africa - non dire: io non andrò mai con quella là. Oh, se lo so io, vi faccio subito mettere assieme.  (cfs,III, 259)

Mi ricorderò sempre di un missionario. Diceva: Io vado in qualunque posto, ma non mi mettano con quel tale. - Ma come?!... Scriverò subito che ti mettano con quello là. - Non si va d'accordo. - Ma guarda di andare tu d'accordo. Ah! mai che io debba pensare a non mettervi quella o quell'altra assieme: io voglio seminarvi come si semina il grano. Se manca qualche cosa alla tua compagna, fallo tu.  (cfs,III, 413)

Io desidero che ci siano questi cambiamenti per staccare, staccare sempre più. C'era un missionario che non mi scriveva più tanto sovente. Io domandai il motivo. Voleva sapere perché l'avevano cambiato, perché, diceva, se l'hanno cambiato è segno che ne ha fatta qualcuna. Se l'ha fatta, si emendi e basta. Che bisogno c'è di sapere il motivo?  (cfs,II, 351)

Adesso farò che in Africa ed anche qui si cambino tutti, e i superiori diventino inferiori. Bisogna avvezzarci a riconoscere in tutto la volontà di Dio.  (cfs,III, 287)

Una volta ho mandato un ordine in Africa che cambiassero tutti i superiori e non li mettessero superiori in altri posti. No: inferiore qui o là, ma inferiore. Ci vuol umiltà, sapete, in questi casi. Quando, molti anni fa, ho mandato quest'ordine, non fu tanto semplice il farlo. Mi scrivevano: se si toglie quello là, la popolazione va in aria... ecc. ecc. - Ed io: allora è ancor più necessario toglierlo, perché allora non sono cristiani per la fede, ma per l'amore che hanno a quello lì. - Ed ho fatto fare il cambio lo stesso.

Da un po' di tempo uno non mi scriveva più ed io gli scrissi domandando: Che cosa c'è? Egli mi rispose che senza dargli ragione l'avevano tolto da un posto. - Io gli scrissi di nuovo dicendo che era un superbo e che non si doveva dar ragione.  (cfs,III, 519)

Prima di mettervi in un impiego ci raduniamo, viene anche il Sig. Vice Rettore e combiniamo: questa per la cucina, quella per il laboratorio, quell'altra per la calzoleria...; ed è come se lo dicesse il Signore. Naturalmente studiamo anche sempre le possibilità.  (cfs,III, 318)

Dico cose che non son mai avvenute perché non avvengano. Ho vissuto nel mondo e in comunità; non mi stupisco che succedano certe minuzie, ma mi stupisco che durino.  (cfs,I, 278)

Proibii al Signor Prefetto di dire ai chierici: Faccia per favore questa o quella cosa. Si deve fare l'ubbidienza.  (cfs,I, 327)

Vi ho detto queste cose [riguardo all'obbedienza] perché ho ricevuto una lettera da S. Ignazio (non dalle suore) dove mi dicono: Va tutto bene, ma forse se ci fosse uno che comandasse meglio di me, andrebbero meglio. Ho detto a uno di fare una cosa e non l'ha fatta. Il Sig. Vice Rettore ha dato un ordine, ed uno ha risposto che aveva permesso da Padre di far diverso... - Ma come?! Se il Sig. Vice Rettore è là e dà un ordine, quelli di Padre che è qui non valgon niente! (cfs,I, 406)

E anche a S. Ignazio... tutte quelle cosette... andiamo al caso particolare: Si era detto che non volevo che si dormisse sul letto dopo pranzo... e no! si è dormito, e so che si continua anche ora... sapete, quello che ne ha bisogno deve domandarlo questo permesso ma senza permesso è assolutamente proibito... se uno ne ha bisogno lo domandi... e lo restringo a settimana per settimana questo permesso... neh? Ch. Albertone? Ogni settimana lo rinnovi... Così per fare meglio l’ubbidienza... I confessori dicono che bisogna a questo riguardo temere il demonio meridiano... a demonio meridiano...! è il tempo più pericoloso per la bella virtù. Ma mi rincresce che contro l’ubbidienza qui, del Sig. Prefetto, e di D. Gallea là, si è messo a letto... e qui si ha continuato... [...]

Bisogna ubbidire. Così possiamo mandare a dire al Sig. Prefetto: stia tranquillo che tutto va bene; e ubbidiscono proprio come se ci fosse lei qui...! Se no, lascio stare la Consolata e vengo qui, anche tutti i giorni... tanto posso fare vacanza che non l’ho ancora fatta... Ma non lo faccio... e se vengo non voglio poi che diciate che vengo per governarvi... no! basta che abbiate la buona volontà di ubbidire, di fare qualunque lavoro...  (cfm,II, 661)